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Ultimo
aggiornamento
26/01/2009 letzter Stand |
| Monsummano Terme |
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STORIA
Nel nord della Toscana, vicina a Firenze, Pistoia, Montecatini e Lucca,
Monsummano Terme offre ai suoi ospiti un'ampia ed autonoma possibilità
di scelta di percorsi d'arte e cultura, di escursioni naturalistiche, di
centri per la cura del corpo e per le attività sportive. Il paese è
dominato dal colle di Monsummano Alto che si erge isolato al margine
occidentale della catena del Montalbano, in posizione dominante su tutta
la Valdinievole. Abitato già dall'Alto Medioevo, il colle fu sede di un
castello, documentato fin dal 1005, che, costituitosi in comunità
autonoma, dopo alterne vicende fu sottoposto alla Signoria fiorentina.
All'interno del circuito ellittico delle mura, quasi interamente
conservate con le suggestive porte, restano oggi i ruderi della possente
torre pentagonale, di quella detta del Cassero, e la chiesetta romanica
di S. Nicolao dal caratteristico campanile sotto il quale si apre un
passaggio che collega la piazza del sagrato, ove si affacciano gli
edifici della canonica e della foresteria, al belvedere. Il colle di
Monsummano fronteggia quello di Montevettolini, borgo di origine
medioevale, anch'esso sottomesso alla Signoria fiorentina. Diversamente
dal castello di Monsummano, in forte declino già alla fine del
Trecento, quello di Montevettolini fu favorito, soprattutto a partire
dal XVI secolo, da Firenze e dai Medici che lo elessero a luogo di sosta
e residenza estiva, trovandosi il suo territorio ai limiti estremi del
"Barco Reale", la grande riserva di caccia dei granduchi
medicei che si estendeva lungo la catena del Montalbano. Dell'impianto
medioevale dell'abitato si conservano tra l'altro il Palazzo Comunale,
risalente al XIII secolo, la cui facciata è decorata da stemmi in
pietra e terracotta invetriata, e la pieve di S. Michele, costruita nel
XII secolo e trasformata a più riprese fino ad assumere nel Settecento
l'aspetto attuale. La chiesa conserva pregevoli dipinti, tra cui una
"Madonna con Bambino e Santi" di Piero di Cosimo (1462-1521),
una "Assunta" di Santi di Tito (1536-1603), oltre ad un
Crocifisso in legno policromo del XIV secolo. Nel 1595 Ferdinando I
affidò all'architetto Gherardo Mechini la costruzione della sontuosa
villa, oggi dei principi Borghese, nella quale furono incorporati resti
dell'antica rocca. Anche la fondazione di Monsummano, ai piedi del colle
omonimo, è legata al nome del granduca Ferdinando e del suo architetto
di fiducia. Infatti, a seguito dei prodigiosi eventi accaduti negli
ultimi decenni del Cinquecento, tra i quali lo scaturire improvviso di
una fonte sul luogo della miracolosa immagine della Vergine venerata in
un tabernacolo, nel 1602 il granduca incaricò il Mechini della
costruzione di un grande santuario in onore della Madonna detta appunto
della Fontenuova. Il Mechini progettò una chiesa monumentale, a croce
latina, circondata da un ampio portico e da una piazza in grado di
accogliere grandi folle sulla quale si affacciavano le case dei Canonici
e "l'Osteria dei Pellegrini" (Biblioteca, Archivio e Museo
Civico),
delineando così l'assetto del futuro abitato. Tra il 1630 e il 1633, il
pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni affrescò le lunette del
portico della chiesa che narrano i miracoli della Madonna della
Fontenuova e la storia della costruzione del Santuario. All'interno
l'edificio conserva l'originaria veste barocca con altari in marmi
policromi ed il soffitto in legno dorato impreziosito dalle tele di
Matteo Rosselli, Gregorio Pagani e di altri artisti fiorentini, l'altare
maggiore ingloba l'antico tabernacolo con l'immagine miracolosa. Annesso
alla chiesa si trova un piccolo museo che custodisce, oltre a numerosi
ex-voto, un Crocifisso in avorio attribuito al Giambologna e la preziosa
corona in oro smaltato e gemme donata dal Granduca Cosimo II al
Santuario. Il XIX secolo costituisce un altro momento importante della
storia di Monsummano per la presenza di due personalità del mondo
politico e letterario: il poeta Giuseppe Giusti (1809-1850), la cui casa
natale, con arredi e decorazioni di gusto neoclassico, è stata
recentemente restaurata e trasformata in museo, e Ferdinando Martini
(1841-1928), letterato e uomo politico, la cui
villa, nota come Villa di Renatico, è attualmente sede di mostre e
convegni. Alla metà dell'Ottocento risale inoltre la scoperta delle
grotte termali dalle particolari proprietà terapeutiche: grotte calde
naturali, oggi affiancate da moderni stabilimenti termali, dove si
pratica l'antroterapia, indicata nelle forme neuroartritiche, nelle
malattie del ricambio, nelle affezioni delle vie respiratorie, per la
riabilitazione dopo fratture e traumi. All'attività curativa delle Terme fa poi riscontro una qualificata dotazione di
impianti sportivi con piscine, tennis, piste per atletica e jogging ed
il complesso del Golf "della Pievaccia" con percorso di
diciotto buche. Il carattere delle grotte termali tra le più famose nel
loro genere in Europa, si lega alla particolare morfologia del colle di
Monsummano ove è possibile leggere la storia geologica della regione:
un museo ed un sentiero opportunamente attrezzato mettono in rilevo la
stratigrafia delle formazioni litologiche della serie toscana. Alla
conformazione del colle sono inoltre associate peculiari caratteristiche
vegetazionali e floristiche, come la presenza di numerose orchidee
spontanee delle quali sono state segnalate fino a 24 specie diverse. Ma
l'emergenza naturalistica dell'intero territorio è senz'altro
rappresentata dal vicino Padule di Fucecchio, una vasta zona umida di
rara bellezza - per la cui tutela è allo studio la creazione di una
auspicata Riserva Naturale - ricca di presenze floristiche e faunistiche
di grande interesse: dalla felce reale a varie specie di ninfee, dal
morso di rana all'otricolaria (una piccola pianta carnivora), dagli
aironi che nidificano in colonia (fra cui la splendida sgarza
ciuffetto), a visitatori come la gru e la cicogna nera per un totale di
oltre 150 specie di uccelli. Un vero e proprio paradiso per gli amanti
della natura e del birdwatching.
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GESCHICHTE
Im Norden der Toskana,
in der Nähe von Florenz, Pistoia, Montecatini und Lucca liegt
Monsummano Terme, ein hydrothermaler Kurort, der auch viele
Möglichkeiten für wunderbare Naturspaziergänge und interessante
kulturelle Besuche anbietet. Der die Stadt beherrschende Hügel beißt
Monsummano Alto, und war Sitz eines schon 1005 erwähnten Schlosses, das
später unter der Herrschaft der Florentiner Signoria fiel. Innerhalb
den alten Mauern bleiben noch heute die Überreste des gewaltigen,
fünfeckigen Turmes und der
romanischen Kirche San Nicolao mit ihrem Glockenturm, unter dem ein den
Kirchplatz mit einem schönen Aussichtspunkt verbindender Durchgang
liegt. Auf dem gegenüberliegenden Hügel befindet sich
Montevettolini. Die mittelalterlichen Reste des Dorfes bestehen
aus dem "Palazzo Comunale" des 13. Jahrhunderts und der
mehrmals umgebauten "Pieve di San Michele" aus dem 12.
Jahrhundert die endgültig im l8. Jahrhundert ihr heutiges Aussehen
erhielt. Im Innenraum sind wertvolle Gemälde beachtenswert, wie zum
Beispiel eine "Madonna mit Kind und Heiligen" von Piero di
Cosimo (1462-1521) und eine "Himmelfahrt" von Santi di Tito
(1536-1603), sowie ein polychromes Holzkruzifix aus dem 14. Jahrhundert.
1595 begann der Architekt Gherardo Mechini, nach Bestellung von
Ferdinando I eine prächtige, heute von Fürsten Borghese besessene
Villa zu bauen, die auf den Resten einer alten Burg erbaut
wurde.Derselbe Architekt arbeitete auch in Monsummano. Auf Grund
des Entstehens einer Wasserquelle bei einem das Wundesbild der
vereherten Jungfrau darstellenden Tabernakel bekam er vom Großherzog
die
Bestellung, eine gewaltige, der "Madonna della Fontenuova"
(Madonna der neuen Quelle) geweihte Wallfahtskirche zu bauen.
Der Bauplan sah auch andere Gebäude vor, unter denen die sogenannte
"Osteria dei Pellegrini" (die heutige Bibliothek, das Archiv
und das Stadtmuseum) zu erwähnen ist. Zwischen 1630 und 1633 bemalte
der Florentiner Maler Giovanni da San Giovanni die Lünetten des
Portikus von der Kirche mit Fresken, die die von der "Madonna della
Fontenuova" gewirkten Wunder und die Wallfahrtkirchenbauarbeiten
erzählen.
Im Innenraum befinden sich
polychrome, Marmoraltäre, und das alte Tabernakel mit dem Wunderbild
das im Hauptaltar eingegliedert ist. In einem der Kirche anliegenden
Museum befinden sich ein Giambologna zugeschriebenes Kruzifix und die
wertvolle, goldlackierte, mit Edelsteinen verzierte Krone, die vom Großherzog
Cosimo II der Kirche geschenkt wurde. MonsummanoTerme ist auch als
Geburtsstadt des Dichters Giuseppe Giusti
(l809-l850) berühmt, dessen seit kurzem umgebautes Haus ein Museum
geworden ist.Hier lebte auch der Politiker und Literat Ferdinando
Martini
(1841-1928) und seine Villa, die sogenannte "Villa di Renatico",
ist heute ein Austellungs- und Kongreßzentrum. Als
hydrothermaler Kurort ist Monsummano Terme sehr bekannt. In seinen
Höhlen werden nämlich alle Arten Neuroarthritis,
Stoffwechselkrankheiten, Atemwegeleiden, usw. behandelt. In der Stadt
stehen auch viele Sportanlagen aller Art zur Verfügung wie zum Beispiel
Schwimmbäder, Tennisplätze, Grünanlagen zum Jogging und der Komplex
vom Golf "della pievaccia" mit seiner aus 18 Löchern
bestehenden Golfstrecke. Die besondere Geomorphologie des Hügels wird
durch ein Museum und eine dazu ausgerüstete Strecke gezeigt, die die
Stratigraphie der toskanischen Gesteinformationen auf weisen. Diese
eigenartigen, geologischen Eigenschaften
beeinflussen
auch die Vegetation des Hügels, auf dem bis 24 verschiedene Arten von
wilden Orchideen gefunden worden sind. Eine der wichtigsten
Naturschätze in der Gegend ist jedenfalls das "Padule di Fucecchio",
eine wunderschöne, feuchte Zone voller Pflanzen und Tiere, unter denen
über 150 Vogelarten, wo man ein Naturschutzgebiet bilden möchte.
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Monsummano Alto - Il Castello
Il colle di
Monsummano sorge alle falde settentrionali del Montalbano, elevandosi
con la sua forma tronco conica per circa 340 metri sul livello del mare,
dove il torrente Nievole si getta nella pianura. Luogo viario
strategico, in posizione dominante sul Padule di Fucecchio e sulla
Valdinievole, il colle di Monsummano Alto fu fortificato almeno dall'XI
secolo con un sistema difensivo accresciuto ed ampliato nel corso del
tempo fino a comprendere nel basso medioevo tutta la sommità del colle.
Del castello di Montesommano si hanno notizie documentarie a
partire dal 1005, quando dipendeva dalla abbazia di Sant'Antimo in Val
d'Orcia e fu in parte ceduto a Ildebrando degli Aldobrandeschi. Dopo
vari passaggi di proprietà, nel 1218 il castello fu venduto al Comune
di Lucca, benché già da alcuni anni gli abitanti del castello si
fossero costituiti in comune rurale con proprie magistrature. Nel 1328,
dopo la morte di Castruccio Castracani, Monsummano aderì con
Montevettolini ed altri undici castelli alla Lega della Valdinievole
contro Firenze, alla quale dovette tuttavia sottomettersi un anno dopo,
per accogliere poi, nel 1331, il primo podestà imposto dalla città
dominante, secondo quanto stabilito dal nuovo statuto. In seguito la
signoria fiorentina, pur continuando ad inviare i propri podestà ad
amministrare la giustizia nel castello, si impegnò a mantenere i
diritti sanciti dagli statuti, che si conservano presso l'Archivio
Comunale nell'edizione del 1372. L'appartenenza al distretto fiorentino
soffocò lo sviluppo della comunità di Monsummano, che già dalla fine
del XIV secolo, configuratasi come borgo rurale, si avviò verso una
progressiva decadenza, determinata anche dal rimpaludamento dei terreni
circostanti il colle e dalla conseguente interruzione dei percorsi
viari. A partire dagli inizi del Seicento, ai piedi del colle di
Monsummano si andò sviluppando intorno al Santuario della Madonna della
Fontenuova l'abitato di Monsummano Terme. Capoluogo della Comunità
delle Due Terre, che comprendeva anche il castello di Montevettolini, il
nuovo centro assunse ben presto interamente le funzioni economiche e
amministrative del territorio. Dell'antico castello sul colle si
conservano oggi i resti della cerchia ellittica delle mura, che lo
cingevano per un perimetro di circa due chilometri, e due delle tre
porte di accesso: la porta di "Nostra Donna", a nord-ovest, e
quella detta "del Mercato" o "Porticciola", che si
affaccia, pressoché intatta, verso il colle di Montevettolini. Delle
numerose torri di cui era munito il castello resta, all'estremità
occidentale della cinta muraria, una robusta torre pentagonale, diruta,
che è una tra le più imponenti di tutta la provincia. Al suo interno
si poteva accedere solo da una piccola apertura posta a circa 7 metri da
terra, raggiungibile con una scaletta a pioli, probabilmente retrattile.
Nella sua forma attuale l'impianto della torre, restaurato in parte nel
primo Novecento, è databile agli inizi del XIV secolo. L'edificio
meglio conservato del borgo è la chiesa di San Nicolao, prospiciente
l'antica platea communis, fondata nell'XI secolo e compresa,
nel plebato di Neure (o de Montecatino), entro la diocesi
medievale di Lucca. La chiesa, che nella sua forma attuale risale ai
primi decenni del XIII secolo, ha un impianto sobrio e austero, ad una
sola navata con presbiterio soprelevato, copertura a capriate ed abside
semicircolare, nascosta all'esterno da una costruzione più tarda. La
muratura è in pietra a vista e la facciata presenta in alto segni di
rimaneggiamenti successivi. Da una gradinata si accede al portale
centrale d'ingresso, inquadrato da massicci stipiti e architrave, sul
quale si imposta l'arco a sesto acuto della lunetta. In alto, appena
sotto gli spioventi del tetto, si apre un piccolo oculo centrale.
All'interno due altari barocchi sono addossati, l'uno di fronte
all'altro, alle pareti laterali dell'aula. All'altare di sinistra la
pregevole Annunciazione seicentesca di scuola toscana appare
purtroppo in pessimo stato di conservazione, così come le formelle con Scene
della Vita di Cristo e di Maria, legate ai misteri del Rosario, che
inquadrano, sull'altare di fronte, la nicchia contenente la statua della
Vergine. L'opera più interessante che si conserva nella chiesa è il
grande Crocifisso ligneo, databile tra il XIV e il XV secolo, che
sovrasta la navata dal centro del presbiterio, in una teca posta sopra
l'altare maggiore. Il corpo della chiesa è affiancato a sud dal
campanile quadrangolare, di impianto più tardo, impostato su di un arco
a tutto sesto, che dà accesso, da una galleria voltata a botte, ad una
terrazza naturale affacciata sulla valle, dove si apre la porta laterale
della chiesa. In questo spazio si trova, a nord, l'antica chiesa di San
Sebastiano, di fronte alla quale recenti scavi hanno portato alla luce
le fondamenta di due edifici, dove sono stati rinvenuti frammenti di
ceramica di varie epoche. Seminascosti dalla boscaglia che circonda il
nucleo centrale del castello si conservano ad ovest i resti di un
convento e nella zona orientale, nei pressi della torre, i ruderi
dell'antico Spedale di San Bartolomeo.
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Monsummano Alto - Die Burg
Der Hügel von
Monsummano erhebt sich am nördlichen Fuß des Montalbano und erreicht
eine Höhe von ca. 340 m über dem Meeresspiegel. Er wurde mindestens
seit dem 11. Jahrhundert befestigt und ist ein unter verschiedenen
Gesichtspunkten strategischer Ort, der über dem Moor von Fucecchio und
dem Tal Valdinievole dominiert.
Die ersten Berichte über die Burg stammen aus dem Jahre 1005, als sie
zur Abtei von Sant'Antimo in Val d'Orcia gehörte. Sie ging dann
teilweise in den Besitz von Ildebrando degli Aldobrandeschi über und
wurde 1218 an die Gemeinde von Lucca verkauft, nachdem sich die
Burgbewohmer bereits einige Jahre vorher zu einer Landgemeinde mit
eigenem Statut zusammengeschlossen hatten. 1328 trat Monsummano zusammen
mit anderen Burgen der Liga Valdinievole gegen Florenz bei, dem es sich
ein Jahr später unterwerfen mußte. Die Zugehörigkeit zum Bereich der
Florentiner erstickte die Entwicklung der Gemeinschaft von Monsummano
und führte bereits seit Ende des 14. Jahrhunderts zu einem
fortschreitenden Verfall. Von der antiken Burg auf dem Hügel sind
heute die Reste der ellipsenförmigen Mauer erhalten, von der sie auf
einer Strecke von ca. zwei Kilometem umgeben war. Auß erdem finden wir
noch zwei der drei Eingangstore: das Tor "Nostra Donna", im
Nord-Westen und das sogenannte Tor "del Mercato" oder "Porticciola",
das fast unversehrt auf den Hügel von Montevettolini blickt. Am
westlichen Ende des Mauerrings erhebt sich ein stämmiger, pentagonaler
Turm, der auf die Anfänge des 14. Jahrhunderts zurückgeht und einer
der eindrucksvollsten in der ganzen Provinz ist. Von allen Gebäuden des
Dorfes ist die Kirche San Nicolao aus dem 11. Jahrhundert am besten
erhalten. Sie blickt auf die antike platea communis und erhielt
ihre heutige Form in den ersten Jahrzehnten des 13. Jahrhunderts; sie
besteht aus einem Schiff mit einer Decke aus Hängewerk und einer
halbrunden Apsis, die außen von einer späteren Struktur verdeckt ist.
Im Innern befinden sich an den Seitenwänden zwei Altäre aus dem Barock.
Am linken Altar sehen wir die kostbare Verkündigung aus der
toskanischen Schule des 17. Jahrhunderts, die, wie auch die Tafeln mit Szenen
aus dem Leben von Christus und Maria am Frontaltar,
sehr schlecht erhalten sind. Das große Kruzifix aus Holz über dem
Hauptaltar, zwischen dem 14. und 15. Jahrhundert entstanden, gehört zu
den interessantesten Werken der Kirche. Neben der Südseite des
Kirchengebäudes steht der rechteckige Glockenturm, von dem man über
eine Galerie mit Tonnengewölbe auf eine natürliche Terrasse mit Blick
auf das Tal und zur Seitentür der Kirche gelangt. Hier, nördlich
gelegen, befindet sich auch die alte Kirche San Sebastiano. Ihr
gegenüber wurden bei jüngeren Ausgrabungen die Fundamente zweier
Gebäude gefunden, in denen man Keramik-Fragmente aus verschiedenen
Epochen entdeckte. Halbversteckt von der Waldung, die den Kern der Burg
umgibt, sind im Westen die Reste eines Klosters und im östlichen
Bereich, in der Nähe des Turmes, die Ruinen des antiken Spitals San
Bartolomeo.
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Montevettolini
Alle
falde nord occidentali del Montalbano, a poco più di quattro chilometri
dal centro di Monsummano Terme, sorge il borgo di Montevettolini,
arroccato sulla sommità del colle, a 187 metri sul livello del mare.
Fondato intorno al XII secolo e sottoposto alla città di Pistoia nel
1227, il castello di Montevettolini si costituì in libero comune nel
corso del Duecento, divenendo rifugio per i fuoriusciti fiorentini e
lucchesi durante le acerrime lotte tra guelfi e ghibellini, finché si
arrese ad Uguccione della Faggiola dopo la sconfitta dei guelfi a
Montecatini, nel 1315. Sotto il dominio di Lucca fino alla morte di
Castruccio Castracani, Montevettolini aderì nel 1328 alla Lega della
Valdinievole contro Firenze, città alla quale dovette tuttavia
sottomettersi dopo aver subito l'assedio di Gherardino Spinola, nuovo
signore di Lucca. L'ingresso nell'orbita fiorentina consentì al
castello una vita fervida e ricca, animata tra l'altro dall'attività
delle dodici confraternite del paese, e divenuta ancora più prospera
quando i primi granduchi medicei elessero Montevettolini a luogo di
sosta per la caccia. Alla fine del XVI secolo Ferdinando I incaricò
Gherardo Mechini e Domenico Marcacci di costruire la possente villa,
oggi di proprietà dei principi Borghese, che domina il paese
dall'estremità occidentale della cinta muraria. Negli anni in cui fu
frequentato dalla corte medicea, il borgo si arricchì di sontuose
dimore patrizie, molte delle quali conservavano pregevoli opere d'arte.
Si ricordano le case Mimbelli, Tonini, Bardelli, Barbacci e Bargellini.
Quest'ultima, in particolare, si dice che vantasse gli affreschi, oggi
perduti, di Giovanni Mannozzi da San Giovanni, eseguiti quando il
pittore, sfuggito alla pestilenza che infuriava a Firenze, dipingeva le
lunette nel portico del vicino santuario della Madonna della Fontenuova
a Monsummano Terme. Nel l775 Pietro Leopoldo istituì la Comunità delle
Due Terre, unificando amministrativamente i territori di Montevettolini,
dell'ormai decadente castello di Monsummano e del capoluogo, Monsummano
Terme, in continua espansione. Nel tessuto urbano del borgo si
individuano ancora le tracce del suo primitivo impianto medievale,
riconoscibile nell' "isola" quadrata sul lato occidentale
della piazza della chiesa, proprio di fronte all'antico Palazzo
Comunale. Dell'ultima e più ampia cinta muraria, di cui rimangono oggi
pochi resti, si ha notizia nel 1366, quando, per ordine della Signoria
Fiorentina, le mura furono restaurate e munite di bertesche. Più volte
riattate nel corso dei secoli, furono in gran parte abbattute a partire
dal 1607, per costruire una strada di circonvallazione. A difesa del
castello si elevavano sei torri, cinque a pianta quadrata ed una
ottagonale, detta "dello Sprone" o "delle Murina",
ad ovest, subito sotto l'abitato. Davano accesso al paese tre porte:
quella "del Montaletto", distrutta nel 1830, quella "del
Vicino", a nord, detta anche "del Malvicino" e poi
"dei Barbacci", l'unica che si conserva ancora integra è la
porta detta "del Cantone", che fu inglobata nella villa
medicea. La stessa sorte subì anche la rocca che dominava dall'alto il
paese. Nel borgo esistevano due oratori, quello di San Francesco, ad
ovest della chiesa, presso il quale fu istituito un ospedale durante la
peste del 1348, e quello del Corpus Domini, nella piazza Bargellini,
oggi sede della Società Filarmonica del paese, fondata nel 1863.
L'edificio dell'antico palazzo Comunale, che dal XIII secolo
rappresentò il potere politico ed amministrativo del castello, conserva
intatta la suggestione del suo glorioso passato. Sulla facciata sono
affissi gli stemmi dei podestà, in pietra e in ceramica invetriata,
mentre al piano terreno sono state tamponate, a sinistra la loggia che
si apriva sulla strada, e a destra la porta di accesso all'antica torre
di guardia inglobata nell'edificio. Torri medievali furono utilizzate
anche per il campanile della chiesa. Quello più antico, abbattuto nel
1729 era incorporato all'interno dell'edificio ecclesiastico, mentre la
torre campanaria attuale, realizzata nel XV secolo adattando un'altra
torre di guardia, è addossata al presbiterio ed è impostata su una
galleria voltata a botte che dalla via detta del Portone immette nella
piazza Bargellini. Sul luogo della chiesa del paese sorgeva fin dal XII
secolo una cappella dedicata a San Michele, dipendente dalla pieve di
San Giovanni Battista e San Lorenzo a Vaiano. Ampliata nel corso dei
secoli con l'aggiunta delle due navate laterali e del loggiato esterno,
la chiesa fu elevata a pievania dopo la soppressione della pieve di
Vaiano, nel 1449, quando prese anche la dedicazione a San Lorenzo.
L'aspetto attuale della chiesa si deve alla ristrutturazione operata da
Vittorio Anastagi a partire dal 1733, quando l'edificio ecclesiastico fu
sopraelevato e coperto a volta. All'interno fu allestito il prezioso
altare maggiore in marmi policromi, opera di Bartolomeo Moisé da
Seravezza, mentre le pareti furono arricchite da decorazioni in stucco e
dagli affreschi firmati nel 1740 da Felice Balsan, un modesto pittore
originario dell'isola di Malta. La chiesa conserva numerose opere
d'arte, tra le quali si ricordano in particolare alcuni quadri di
maestri fiorentini: una Madonna col Bambino e Santi proveniente
dall'oratorio di San Francesco, opera della fine del XV secolo della
scuola di Raffaellino del Garbo, una Madonna col bambino e Santi
di Piero di Cosimo, la Vergine Assunta e Santi sull'altare
maggiore. Firmata da Santi di Tito, le tele seicentesche raffiguranti Sant'Antonio,
San Sebastiano, San Rocco, un'Assunta
attribuita a Jacopo Chimenti detto l'Empoli e una Vergine in gloria
col Bambino attribuibile a Francesco Curradi. Di notevole interesse
è inoltre il grande Crocifisso in legno policromo databile tra il XIV
ed il XV secolo. Dal colle di Montevettolini partono i percorsi di
trekking lungo le vie di collegamento tra i castelli della Valdinievole
ed il Montalbano. I sentieri segnalati dal C.A.I. offrono agli amanti
della natura piacevoli passeggiate nel verde della rigogliosa
vegetazione mediterranea, con soste d'obbligo per ammirare i suggestivi
scenari che si aprono sulla vallata e verso l'Appennino. Scendendo dal
paese verso est, è consigliabile una visita al seicentesco oratorio
della Madonna della Neve, dove si conserva l' affresco con la Madonna
col Bambino e Santi, opera di una maestro del XV secolo affine a
Gentile da Fabriano. Presso l'oratorio si può assistere ogni anno, in
agosto, alla "Festa della Madonna della Neve", solennità per
la quale si invitano a Montevettolini parenti e amici. Tra le
manifestazioni si segnalano, in giugno, la "Fierucola", fiera
di prodotti biologici, e "La Rocca Insigne", festival di
musica e danza, in aprile si tiene una golosa gara culinaria, la
"Festa della Torta". Ma l'evento più suggestivo dell'intera
Valdinievole si celebra a Montevettolini ogni tre anni, il Venerdì
Santo, quando si svolge la "Processione del Gesù Morto", che
dal Cinquecento ripercorre le tappe della passione di Cristo e della
salita al Calvario. I figuranti in costume sfilano per le vie del paese,
ventitré bambini portano le insegne dei misteri della passione, e sette
bambine vestite di nero hanno ciascuna una spada, simbolo dei sette
dolori della Madonna. Un'altra solenne processione in costume, detta
"del Ringraziamento", si svolge il martedì successivo alla
Pasqua, quando dietro l'antico Crocefisso si
portano i "doni" offerti dalle comunità di Montevettolini, di
Pozzarello e dai compaesani emigrati. Il fascino di queste antiche
tradizioni liturgiche, la magica atmosfera medievale che si respira per
le vie del borgo, valgono senza dubbio una gita a Montevettolini.
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Montevettolini
Am
nordwestlichen Hang des Montalbano liegt, 187 m über dem Meeresspiegel,
das Dorf Montevettolini. Es wurde um das 12. Jahrhundert auf dem Gipfel
des Hügels errichtet. Im 13.Jahrhundertwurde die Burg Montevettolini
eine selbständige Gemeinde, unterwarf sich 1315 dem Uguccione della
Faggiola und unterstand bis zum Tode von Castruccio Castracani der
Herrschaft von Lucca.
Im Jahre 1328 schloß
es sich der Lega della Valdinievole gegen Florenz an, dem es sich
bereits nach kurzer Zeit ergeben mußte. Die Medicis wählten
Montevettolini als Aufenthalt für die Jagd, und Ende des 16.
Jahrhunderts beauftragte Ferdinando I. die Architekten Gherardo Mechini
und Domenico Marcacci mit dem Bau der imposanten Villa am westlichen
Ende des Mauerrings, heute Villa Borghese. Pietro Leopoldo vereinigte in
der Comunità delle Due Terre (Gemeinschaft der zwei Länder)
dieVerwaltung der Gebiete von Montevettolini, der Burg von Monsummano,
die bereits an Bedeutung verloren hatte, und von Monsummano Terme,
welches sich in ständiger Ausdehnung befand und Verwaltungssitz war.
Deutlich sichtbar sind die Spuren des Maurrings und eines der sechs
Verteidigungstürme der Burg, der sogenannte Turm "dello
Sprone" oder "della Murina" im Westen des Ortes.
Ursprünglich gelangte man durch drei Tore in das Dorf: Das Tor
"del Montaletto", es wurde 1830 zerstört, das Tor "del
Cantone", das in die Medici-Villa eingefügt wurde, und das Tor
"del Vicino" oder "del Malvicino", später "dei
Barbacci" genannt, das als einziges vollständig erhalten ist. Im
Dorf gabes zwei Oratorien, im Westen der Kirche das San Francesco
gewidmete Oratorium und das Corpus Domini, auf dem Bargellini-Platz, das
heute Sitz der 1863 gegründeten Philharmonischen Gesellschaft ist. In
der Fassade des aus dem 13. Jahrhunderts stammenden Rathauses finden wir
die Wappen des Stadtvogts und auf der rechten Seite einen antiken
Wachturm, der in den Palast integriert wurde. Ein weiterer Turm aus dem
Mittelalter wurde für den Glockenturm der Kirche benutzt, der im 15.
Jahrhundert errichtet wurde und einen älteren Glockenturm ersetzte, der
sich im Inneren des Kirchengebäudes befand.
Bis zum 12. Jahrhundert stand hier statt der Kirche eine San Michele
gewidmete Kapelle, die zum Pfarrbezirk von San Giovanni Battista und San
Lorenzo in Vaiano gehörte. Im Laufe der Jahrhunderte erweitert, wurde
sie 1449, nach Auflösung der Pfarrei von Vaiano, zur Pfarrkirche
erhoben und gleichzeitig San Lorenzo gewidmet. Sein heutiges Aussehen
erhielt das Gebäude während der Restaurierung im 18. Jahrhundert durch
Vittorio Anastagi: im Inneren befindet sich ein Hochaltar aus
mehrfarbigem Marmor von Bartolomeo Moisé da Seravezza, die
Stuck-Dekorationen und Fresken aus dem Jahre 1740 sind von Felice Balsan.
In der Kirche sind auch wertvolle Gemälde von fiorentinischen Meistern
zu sehen: eine Madonna mit Kind und Heiligen aus der Schule des
Raffaellino del Garbo, eine Madonna mit Kind und Heiligen von
Piero di Cosimo, im Hochaltar die Heilige Jungfrau mit Heiligen,
ein Werk von Santi di Tito. Die Darstellungen aus dem 17. Jahrhundert
mit Sant 'Antonio, San Sebastiano, San Rocco, eine Heilige
Jungfrau, werden Jacopo Chimenti, genannt l'Empoli, zugeschrieben,
und eine Lobpreisung der Jungfrau mit Kind, ist wahrscheinlich
ein Werk von Francesco Curradi. Beachtenswert ist außerdem ein großes
Kruzifix aus polychromem Holz, welches auf die Zeit zwischen dem 14. und
15. Jahrhundert datiert werden kann. Von Montevettolini aus gehen
Trekking-Wege
längs den Verbindungsstraßen zwischen den Burgen des Valdinievole und
des Montalbano. Im Osten des Dorfes erhebt sich das Oratorium der
Madonna della Neve, in dessen Innerem eine Freske aus dem 15.
Jahrhundert mit Madonna mit Kind and Heiligen zu sehen ist.
Hier wird jedes Jahr im August das "Fest der Madonna della
Neve" gefeiert. In Montevettolini finden im April das "Festa
della Torta" (das Torten-Fest), im Juni die "Fierucola",
eine kleine Ausstellung von landwirtschaftlichen Produkten, und "La
Rocca Insigne", ein Tanz und Musik-Festival, statt. Alle drei Jahre
kann man am Karfreitag an der weihevollen "Processione del Gesù
Morto" (Prozession des Toten Jesus) teilnehmen, welche seit dem 16.
Jahrhundert mit Hunderten von Personen in Kostümen Christus' Leidensweg
und seinen Gang nach Golgatha darstellt. Eine weitere Prozession in
Kostümen, "del Riograziamento" ("der Danksagung"),
findet am Dienstag nach Ostern statt.
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Museo della Città e del Territorio
Osteria
dei Pellegrini
(
0572 954463)
info - Comune di
Monsummano Terme |
Museum der Stadt und Umgebung
Osteria
dei Pellegrini
(
0572 954463)
info - Rathaus von
Monsummano Terme |
Villa Renatico Martini
Centro Culturale
( 0572 952140) |
Villa Renatico Martini
Kulturzentrum
( 0572 952140) |
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| Gemellaggi o
Patti di Amicizia e Solidarietà: |
DAORA (Repubblica Araba Saharawi Democratica) |
| Partnerstadt
Freundschafts Vertrag Solidarität: |
| Fonti: Pubblicazioni
Comune di Monsummano Terme (uff. Turismo) e APT Montecatini Terme/Valdinievole
- Varie - [* Foto] M. Mannucci |
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