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Ultimo aggiornamento 26/04/2008 letzter Stand

Monsummano Terme

Stemma Comunale - Gemeindewappen

  

STORIA
Nel nord della Toscana, vicina a Firenze, Pistoia, Montecatini e Lucca, Monsummano Terme offre ai suoi ospiti un'ampia ed autonoma possibilità di scelta di percorsi d'arte e cultura, di escursioni naturalistiche, di centri per la cura del corpo e per le attività sportive. Il paese è dominato dal colle di Monsummano Alto che si erge isolato al margine occidentale della catena del Montalbano, in posizione dominante su tutta la Valdinievole. Abitato già dall'Alto Medioevo, il colle fu sede di un castello, documentato fin dal 1005, che, costituitosi in comunità autonoma, dopo alterne vicende fu sottoposto alla Signoria fiorentina. All'interno del circuito ellittico delle mura, quasi interamente conservate con le suggestive porte, restano oggi i ruderi della possente torre pentagonale, di quella detta del Cassero, e la chiesetta romanica di S. Nicolao dal caratteristico campanile sotto il quale si apre un passaggio che collega la piazza del sagrato, ove si affacciano gli edifici della canonica e della foresteria, al belvedere. Il colle di Monsummano fronteggia quello di Montevettolini, borgo di origine medioevale, anch'esso sottomesso alla Signoria fiorentina. Diversamente dal castello di Monsummano, in forte declino già alla fine del Trecento, quello di Montevettolini fu favorito, soprattutto a partire dal XVI secolo, da Firenze e dai Medici che lo elessero a luogo di sosta e residenza estiva, trovandosi il suo territorio ai limiti estremi del "Barco Reale", la grande riserva di caccia dei granduchi medicei che si estendeva lungo la catena del Montalbano. Dell'impianto medioevale dell'abitato si conservano tra l'altro il Palazzo Comunale, risalente al XIII secolo, la cui facciata è decorata da stemmi in pietra e terracotta invetriata, e la pieve di S. Michele, costruita nel XII secolo e trasformata a più riprese fino ad assumere nel Settecento l'aspetto attuale. La chiesa conserva pregevoli dipinti, tra cui una "Madonna con Bambino e Santi" di Piero di Cosimo (1462-1521), una "Assunta" di Santi di Tito (1536-1603), oltre ad un Crocifisso in legno policromo del XIV secolo. Nel 1595 Ferdinando I affidò all'architetto Gherardo Mechini la costruzione della sontuosa villa, oggi dei principi Borghese, nella quale furono incorporati resti dell'antica rocca. Anche la fondazione di Monsummano, ai piedi del colle omonimo, è legata al nome del granduca Ferdinando e del suo architetto di fiducia. Infatti, a seguito dei prodigiosi eventi accaduti negli ultimi decenni del Cinquecento, tra i quali lo scaturire improvviso di una fonte sul luogo della miracolosa immagine della Vergine venerata in un tabernacolo, nel 1602 il granduca incaricò il Mechini della costruzione di un grande santuario in onore della Madonna detta appunto della Fontenuova. Il Mechini progettò una chiesa monumentale, a croce latina, circondata da un ampio portico e da una piazza in grado di accogliere grandi folle sulla quale si affacciavano le case dei Canonici e "l'Osteria dei Pellegrini" (Biblioteca, Archivio e Museo Civico), MONSUMMANO T. ("Osteria dei Pellegrini") delineando così l'assetto del futuro abitato. Tra il 1630 e il 1633, il pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni affrescò le lunette del portico della chiesa che narrano i miracoli della Madonna della Fontenuova e la storia della costruzione del Santuario. All'interno l'edificio conserva l'originaria veste barocca con altari in marmi policromi ed il soffitto in legno dorato impreziosito dalle tele di Matteo Rosselli, Gregorio Pagani e di altri artisti fiorentini, l'altare maggiore ingloba l'antico tabernacolo con l'immagine miracolosa. Annesso alla chiesa si trova un piccolo museo che custodisce, oltre a numerosi ex-voto, un Crocifisso in avorio attribuito al Giambologna e la preziosa corona in oro smaltato e gemme donata dal Granduca Cosimo II al Santuario. Il XIX secolo costituisce un altro momento importante della storia di Monsummano per la presenza di due personalità del mondo politico e letterario: il poeta Giuseppe Giusti (1809-1850), la cui casa natale, con arredi e decorazioni di gusto neoclassico, è stata recentemente restaurata e trasformata in museo, e Ferdinando Martini (1841-1928), letterato e uomo politico, la cui villa, nota come Villa di Renatico, è attualmente sede di mostre e convegni. Alla metà dell'Ottocento risale inoltre la scoperta delle grotte termali dalle particolari proprietà terapeutiche: grotte calde naturali, oggi affiancate da moderni stabilimenti termali, dove si pratica l'antroterapia, indicata nelle forme neuroartritiche, nelle malattie del ricambio, nelle affezioni delle vie respiratorie, per la riabilitazione dopo fratture e traumi. All'attività curativa delle Terme fa poi riscontro una qualificata dotazione di impianti sportivi con piscine, tennis, piste per atletica e jogging ed il complesso del Golf "della Pievaccia" con percorso di diciotto buche. Il carattere delle grotte termali tra le più famose nel loro genere in Europa, si lega alla particolare morfologia del colle di Monsummano ove è possibile leggere la storia geologica della regione: un museo ed un sentiero opportunamente attrezzato mettono in rilevo la stratigrafia delle formazioni litologiche della serie toscana. Alla conformazione del colle sono inoltre associate peculiari caratteristiche vegetazionali e floristiche, come la presenza di numerose orchidee spontanee delle quali sono state segnalate fino a 24 specie diverse. Ma l'emergenza naturalistica dell'intero territorio è senz'altro rappresentata dal vicino Padule di Fucecchio, una vasta zona umida di rara bellezza - per la cui tutela è allo studio la creazione di una auspicata Riserva Naturale - ricca di presenze floristiche e faunistiche di grande interesse: dalla felce reale a varie specie di ninfee, dal morso di rana all'otricolaria (una piccola pianta carnivora), dagli aironi che nidificano in colonia (fra cui la splendida sgarza ciuffetto), a visitatori come la gru e la cicogna nera per un totale di oltre 150 specie di uccelli. Un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching.

GESCHICHTE
Im Norden der Toskana, in der Nähe von Florenz, Pistoia, Montecatini und Lucca liegt Monsummano Terme, ein hydrothermaler Kurort, der auch viele Möglichkeiten für wunderbare Naturspaziergänge und interessante kulturelle Besuche anbietet. Der die Stadt beherrschende Hügel beißt Monsummano Alto, und war Sitz eines schon 1005 erwähnten Schlosses, das später unter der Herrschaft der Florentiner Signoria fiel. Innerhalb den alten Mauern bleiben noch heute die Überreste des gewaltigen, fünfeckigen Turmes und der[* foto] MONSUMMANO T. (Basilica di S. Maria della Fontenuova vista dal portico dell'Osteria dei Pellegrini)  romanischen Kirche San Nicolao mit ihrem Glockenturm, unter dem ein den Kirchplatz mit einem schönen Aussichtspunkt verbindender Durchgang liegt.   Auf dem gegenüberliegenden Hügel befindet sich Montevettolini.  Die mittelalterlichen Reste des Dorfes bestehen aus dem "Palazzo Comunale" des 13. Jahrhunderts und der mehrmals umgebauten "Pieve di San Michele" aus dem 12. Jahrhundert die endgültig im l8. Jahrhundert ihr heutiges Aussehen erhielt. Im Innenraum sind wertvolle Gemälde beachtenswert, wie zum Beispiel eine "Madonna mit Kind und Heiligen" von Piero di Cosimo (1462-1521) und eine "Himmelfahrt" von Santi di Tito (1536-1603), sowie ein polychromes Holzkruzifix aus dem 14. Jahrhundert. 1595 begann der Architekt Gherardo Mechini, nach Bestellung von Ferdinando I eine prächtige, heute von Fürsten Borghese besessene Villa zu bauen, die auf den Resten einer alten Burg erbaut wurde.Derselbe Architekt arbeitete auch in Monsummano.  Auf Grund des Entstehens einer Wasserquelle bei einem das Wundesbild der vereherten Jungfrau darstellenden Tabernakel bekam er vom Großherzog dieMONSUMMANO TERME (Casa/Haus  Giusti)  Bestellung, eine gewaltige, der "Madonna della Fontenuova" (Madonna der neuen Quelle) geweihte Wallfahtskirche zu bauen.   Der Bauplan sah auch andere Gebäude vor, unter denen die sogenannte "Osteria dei Pellegrini" (die heutige Bibliothek, das Archiv und das Stadtmuseum) zu erwähnen ist. Zwischen 1630 und 1633 bemalte der Florentiner Maler Giovanni da San Giovanni die Lünetten des Portikus von der Kirche mit Fresken, die die von der "Madonna della Fontenuova" gewirkten Wunder und die Wallfahrtkirchenbauarbeiten erzählen.  MONSUMMANO TERME (Giuseppe GIUSTI - Poeta / Dichter  1809-1850) Im Innenraum befinden sich polychrome, Marmoraltäre, und das alte Tabernakel mit dem Wunderbild das im Hauptaltar eingegliedert ist. In einem der Kirche anliegenden Museum befinden sich ein Giambologna zugeschriebenes Kruzifix und die wertvolle, goldlackierte, mit Edelsteinen verzierte Krone, die vom Großherzog Cosimo II der Kirche geschenkt wurde. MonsummanoTerme ist auch als Geburtsstadt des Dichters Giuseppe Giusti (l809-l850) berühmt, dessen seit kurzem umgebautes Haus ein Museum geworden ist.Hier lebte auch der Politiker und Literat Ferdinando Martini[* foto] MONSUMMANO T. (Terme/Kurhaus "Grotta Parlanti") (1841-1928) und seine Villa, die sogenannte "Villa di Renatico", ist heute ein Austellungs- und Kongreßzentrum.  Als  hydrothermaler Kurort ist Monsummano Terme sehr bekannt. In seinen Höhlen werden nämlich alle Arten Neuroarthritis, Stoffwechselkrankheiten, Atemwegeleiden, usw. behandelt. In der Stadt stehen auch viele Sportanlagen aller Art zur Verfügung wie zum Beispiel Schwimmbäder, Tennisplätze, Grünanlagen zum Jogging und der Komplex vom Golf "della pievaccia" mit seiner aus 18 Löchern bestehenden Golfstrecke. Die besondere Geomorphologie des Hügels wird durch ein Museum und eine dazu ausgerüstete Strecke gezeigt, die die Stratigraphie der toskanischen Gesteinformationen auf weisen. Diese eigenartigen, geologischen Eigenschaften MONSUMMANO TERME - Golf "La Pievaccia"beeinflussen auch die Vegetation des Hügels, auf dem bis 24 verschiedene Arten von wilden Orchideen gefunden worden sind. Eine der wichtigsten Naturschätze in der Gegend ist jedenfalls das "Padule di Fucecchio", eine wunderschöne, feuchte Zone voller Pflanzen und Tiere, unter denen über 150 Vogelarten, wo man ein Naturschutzgebiet bilden möchte.


Monsummano Alto - Il Castello
Il colle di Monsummano sorge alle falde settentrionali del Montalbano, elevandosi con la sua forma tronco conica per circa 340 metri sul livello del mare, dove il torrente Nievole si getta nella pianura. Luogo viario strategico, in posizione dominante sul Padule di Fucecchio e sulla Valdinievole, il colle di Monsummano Alto fu fortificato almeno dall'XI secolo con un sistema difensivo accresciuto ed ampliato nel corso del tempo fino a comprendere nel basso medioevo tutta la sommità del colle. Del castello di Montesommano si hanno notizie documentarie a partire dal 1005, quando dipendeva dalla abbazia di Sant'Antimo in Val d'Orcia e fu in parte ceduto a Ildebrando degli Aldobrandeschi. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1218 il castello fu venduto al Comune di Lucca, benché già da alcuni anni gli abitanti del castello si fossero costituiti in comune rurale con proprie magistrature. Nel 1328, dopo la morte di Castruccio Castracani, Monsummano aderì con Montevettolini ed altri undici castelli alla Lega della Valdinievole contro Firenze, alla quale dovette tuttavia sottomettersi un anno dopo, per accogliere poi, nel 1331, il primo podestà imposto dalla città dominante, secondo quanto stabilito dal nuovo statuto. In seguito la signoria fiorentina, pur continuando ad inviare i propri podestà ad amministrare la giustizia nel castello, si impegnò a mantenere i diritti sanciti dagli statuti, che si conservano presso l'Archivio Comunale nell'edizione del 1372. L'appartenenza al distretto fiorentino soffocò lo sviluppo della comunità di Monsummano, che già dalla fine del XIV secolo, configuratasi come borgo rurale, si avviò verso una progressiva decadenza, determinata anche dal rimpaludamento dei terreni circostanti il colle e dalla conseguente interruzione dei percorsi viari. A partire dagli inizi del Seicento, ai piedi del colle di Monsummano si andò sviluppando intorno al Santuario della Madonna della Fontenuova l'abitato di Monsummano Terme. Capoluogo della Comunità delle Due Terre, che comprendeva anche il castello di Montevettolini, il nuovo centro assunse ben presto interamente le funzioni economiche e amministrative del territorio. Dell'antico castello sul colle si conservano oggi i resti della cerchia ellittica delle mura, che lo cingevano per un perimetro di circa due chilometri, e due delle tre porte di accesso: la porta di "Nostra Donna", a nord-ovest, e quella detta "del Mercato" o "Porticciola", che si affaccia, pressoché intatta, verso il colle di Montevettolini. Delle numerose torri di cui era munito il castello resta, all'estremità occidentale della cinta muraria, una robusta torre pentagonale, diruta, che è una tra le più imponenti di tutta la provincia. Al suo interno si poteva accedere solo da una piccola apertura posta a circa 7 metri da terra, raggiungibile con una scaletta a pioli, probabilmente retrattile. Nella sua forma attuale l'impianto della torre, restaurato in parte nel primo Novecento, è databile agli inizi del XIV secolo. L'edificio meglio conservato del borgo è la chiesa di San Nicolao, prospiciente l'antica platea communis, fondata nell'XI secolo e compresa, nel plebato di Neure (o de Montecatino), entro la diocesi medievale di Lucca. La chiesa, che nella sua forma attuale risale ai primi decenni del XIII secolo, ha un impianto sobrio e austero, ad una sola navata con presbiterio soprelevato, copertura a capriate ed abside semicircolare, nascosta all'esterno da una costruzione più tarda. La muratura è in pietra a vista e la facciata presenta in alto segni di rimaneggiamenti successivi. Da una gradinata si accede al portale centrale d'ingresso, inquadrato da massicci stipiti e architrave, sul quale si imposta l'arco a sesto acuto della lunetta. In alto, appena sotto gli spioventi del tetto, si apre un piccolo oculo centrale. All'interno due altari barocchi sono addossati, l'uno di fronte all'altro, alle pareti laterali dell'aula. All'altare di sinistra la pregevole Annunciazione seicentesca di scuola toscana appare purtroppo in pessimo stato di conservazione, così come le formelle con Scene della Vita di Cristo e di Maria, legate ai misteri del Rosario, che inquadrano, sull'altare di fronte, la nicchia contenente la statua della Vergine. L'opera più interessante che si conserva nella chiesa è il grande Crocifisso ligneo, databile tra il XIV e il XV secolo, che sovrasta la navata dal centro del presbiterio, in una teca posta sopra l'altare maggiore. Il corpo della chiesa è affiancato a sud dal campanile quadrangolare, di impianto più tardo, impostato su di un arco a tutto sesto, che dà accesso, da una galleria voltata a botte, ad una terrazza naturale affacciata sulla valle, dove si apre la porta laterale della chiesa. In questo spazio si trova, a nord, l'antica chiesa di San Sebastiano, di fronte alla quale recenti scavi hanno portato alla luce le fondamenta di due edifici, dove sono stati rinvenuti frammenti di ceramica di varie epoche. Seminascosti dalla boscaglia che circonda il nucleo centrale del castello si conservano ad ovest i resti di un convento e nella zona orientale, nei pressi della torre, i ruderi dell'antico Spedale di San Bartolomeo.

Monsummano Alto - Die Burg
Der Hügel von Monsummano erhebt sich am nördlichen Fuß des Montalbano und erreicht eine Höhe von ca. 340 m über dem Meeresspiegel. Er wurde mindestens seit dem 11. Jahrhundert befestigt und ist ein unter verschiedenen Gesichtspunkten strategischer Ort, der über dem Moor von Fucecchio und dem Tal Valdinievole dominiert.[* foto] MONSUMMANO Alto - La Torre / Turm - (prima del restauro) Die ersten Berichte über die Burg stammen aus dem Jahre 1005, als sie zur Abtei von Sant'Antimo in Val d'Orcia gehörte. Sie ging dann teilweise in den Besitz von Ildebrando degli Aldobrandeschi über und wurde 1218 an die Gemeinde von Lucca verkauft, nachdem sich die Burgbewohmer bereits einige Jahre vorher zu einer Landgemeinde mit eigenem Statut zusammengeschlossen hatten. 1328 trat Monsummano zusammen mit anderen Burgen der Liga Valdinievole gegen Florenz bei, dem es sich ein Jahr später unterwerfen mußte. Die Zugehörigkeit zum Bereich der Florentiner erstickte die Entwicklung der Gemeinschaft von Monsummano und führte bereits seit Ende des 14. Jahrhunderts zu einem fortschreitenden Verfall. Von der antiken Burg auf dem Hügel sind[* foto] MONSUMMANO Alto (Pieve di/Pfarrkirche von  S. Nicolao) heute die Reste der ellipsenförmigen Mauer erhalten, von der sie auf einer Strecke von ca. zwei Kilometem umgeben war. Auß erdem finden wir noch zwei der drei Eingangstore: das Tor "Nostra Donna", im Nord-Westen und das sogenannte Tor "del Mercato" oder "Porticciola", das fast unversehrt auf den Hügel von Montevettolini blickt. Am westlichen Ende des Mauerrings erhebt sich ein stämmiger, pentagonaler Turm, der auf die Anfänge des 14. Jahrhunderts zurückgeht und einer der eindrucksvollsten in der ganzen Provinz ist. Von allen Gebäuden des Dorfes ist die Kirche San Nicolao aus dem 11. Jahrhundert am besten erhalten. Sie blickt auf die antike platea communis und erhielt ihre heutige Form in den ersten Jahrzehnten des 13. Jahrhunderts; sie besteht aus einem Schiff mit einer Decke aus Hängewerk und einer halbrunden Apsis, die außen von einer späteren Struktur verdeckt ist. Im Innern befinden sich an den Seitenwänden zwei Altäre aus dem Barock. Am linken Altar sehen wir die kostbare Verkündigung aus der toskanischen Schule des 17. Jahrhunderts, die, wie auch die Tafeln mit Szenen aus dem Leben von Christus und Maria am MONSUMMANO Alto e/und  MONTEVETTOLINI Frontaltar, sehr schlecht erhalten sind. Das große Kruzifix aus Holz über dem Hauptaltar, zwischen dem 14. und 15. Jahrhundert entstanden, gehört zu den interessantesten Werken der Kirche. Neben der Südseite des Kirchengebäudes steht der rechteckige Glockenturm, von dem man über eine Galerie mit Tonnengewölbe auf eine natürliche Terrasse mit Blick auf das Tal und zur Seitentür der Kirche gelangt. Hier, nördlich gelegen, befindet sich auch die alte Kirche San Sebastiano. Ihr gegenüber wurden bei jüngeren Ausgrabungen die Fundamente zweier Gebäude gefunden, in denen man Keramik-Fragmente aus verschiedenen Epochen entdeckte. Halbversteckt von der Waldung, die den Kern der Burg umgibt, sind im Westen die Reste eines Klosters und im östlichen Bereich, in der Nähe des Turmes, die Ruinen des antiken Spitals San Bartolomeo.


Montevettolini
Alle falde nord occidentali del Montalbano, a poco più di quattro chilometri dal centro di Monsummano Terme, sorge il borgo di Montevettolini, arroccato sulla sommità del colle, a 187 metri sul livello del mare. Fondato intorno al XII secolo e sottoposto alla città di Pistoia nel 1227, il castello di Montevettolini si costituì in libero comune nel corso del Duecento, divenendo rifugio per i fuoriusciti fiorentini e lucchesi durante le acerrime lotte tra guelfi e ghibellini, finché si arrese ad Uguccione della Faggiola dopo la sconfitta dei guelfi a Montecatini, nel 1315. Sotto il dominio di Lucca fino alla morte di Castruccio Castracani, Montevettolini aderì nel 1328 alla Lega della Valdinievole contro Firenze, città alla quale dovette tuttavia sottomettersi dopo aver subito l'assedio di Gherardino Spinola, nuovo signore di Lucca. L'ingresso nell'orbita fiorentina consentì al castello una vita fervida e ricca, animata tra l'altro dall'attività delle dodici confraternite del paese, e divenuta ancora più prospera quando i primi granduchi medicei elessero Montevettolini a luogo di sosta per la caccia. Alla fine del XVI secolo Ferdinando I incaricò Gherardo Mechini e Domenico Marcacci di costruire la possente villa, oggi di proprietà dei principi Borghese, che domina il paese dall'estremità occidentale della cinta muraria. Negli anni in cui fu frequentato dalla corte medicea, il borgo si arricchì di sontuose dimore patrizie, molte delle quali conservavano pregevoli opere d'arte. Si ricordano le case Mimbelli, Tonini, Bardelli, Barbacci e Bargellini. Quest'ultima, in particolare, si dice che vantasse gli affreschi, oggi perduti, di Giovanni Mannozzi da San Giovanni, eseguiti quando il pittore, sfuggito alla pestilenza che infuriava a Firenze, dipingeva le lunette nel portico del vicino santuario della Madonna della Fontenuova a Monsummano Terme. Nel l775 Pietro Leopoldo istituì la Comunità delle Due Terre, unificando amministrativamente i territori di Montevettolini, dell'ormai decadente castello di Monsummano e del capoluogo, Monsummano Terme, in continua espansione. Nel tessuto urbano del borgo si individuano ancora le tracce del suo primitivo impianto medievale, riconoscibile nell' "isola" quadrata sul lato occidentale della piazza della chiesa, proprio di fronte all'antico Palazzo Comunale. Dell'ultima e più ampia cinta muraria, di cui rimangono oggi pochi resti, si ha notizia nel 1366, quando, per ordine della Signoria Fiorentina, le mura furono restaurate e munite di bertesche. Più volte riattate nel corso dei secoli, furono in gran parte abbattute a partire dal 1607, per costruire una strada di circonvallazione. A difesa del castello si elevavano sei torri, cinque a pianta quadrata ed una ottagonale, detta "dello Sprone" o "delle Murina", ad ovest, subito sotto l'abitato. Davano accesso al paese tre porte: quella "del Montaletto", distrutta nel 1830, quella "del Vicino", a nord, detta anche "del Malvicino" e poi "dei Barbacci", l'unica che si conserva ancora integra è la porta detta "del Cantone", che fu inglobata nella villa medicea. La stessa sorte subì anche la rocca che dominava dall'alto il paese. Nel borgo esistevano due oratori, quello di San Francesco, ad ovest della chiesa, presso il quale fu istituito un ospedale durante la peste del 1348, e quello del Corpus Domini, nella piazza Bargellini, oggi sede della Società Filarmonica del paese, fondata nel 1863. L'edificio dell'antico palazzo Comunale, che dal XIII secolo rappresentò il potere politico ed amministrativo del castello, conserva intatta la suggestione del suo glorioso passato. Sulla facciata sono affissi gli stemmi dei podestà, in pietra e in ceramica invetriata, mentre al piano terreno sono state tamponate, a sinistra la loggia che si apriva sulla strada, e a destra la porta di accesso all'antica torre di guardia inglobata nell'edificio. Torri medievali furono utilizzate anche per il campanile della chiesa. Quello più antico, abbattuto nel 1729 era incorporato all'interno dell'edificio ecclesiastico, mentre la torre campanaria attuale, realizzata nel XV secolo adattando un'altra torre di guardia, è addossata al presbiterio ed è impostata su una galleria voltata a botte che dalla via detta del Portone immette nella piazza Bargellini. Sul luogo della chiesa del paese sorgeva fin dal XII secolo una cappella dedicata a San Michele, dipendente dalla pieve di San Giovanni Battista e San Lorenzo a Vaiano. Ampliata nel corso dei secoli con l'aggiunta delle due navate laterali e del loggiato esterno, la chiesa fu elevata a pievania dopo la soppressione della pieve di Vaiano, nel 1449, quando prese anche la dedicazione a San Lorenzo. L'aspetto attuale della chiesa si deve alla ristrutturazione operata da Vittorio Anastagi a partire dal 1733, quando l'edificio ecclesiastico fu sopraelevato e coperto a volta. All'interno fu allestito il prezioso altare maggiore in marmi policromi, opera di Bartolomeo Moisé da Seravezza, mentre le pareti furono arricchite da decorazioni in stucco e dagli affreschi firmati nel 1740 da Felice Balsan, un modesto pittore originario dell'isola di Malta. La chiesa conserva numerose opere d'arte, tra le quali si ricordano in particolare alcuni quadri di maestri fiorentini: una Madonna col Bambino e Santi proveniente dall'oratorio di San Francesco, opera della fine del XV secolo della scuola di Raffaellino del Garbo, una Madonna col bambino e Santi di Piero di Cosimo, la Vergine Assunta e Santi sull'altare maggiore. Firmata da Santi di Tito, le tele seicentesche raffiguranti Sant'Antonio, San Sebastiano, San Rocco, un'Assunta attribuita a Jacopo Chimenti detto l'Empoli e una Vergine in gloria col Bambino attribuibile a Francesco Curradi. Di notevole interesse è inoltre il grande Crocifisso in legno policromo databile tra il XIV ed il XV secolo. Dal colle di Montevettolini partono i percorsi di trekking lungo le vie di collegamento tra i castelli della Valdinievole ed il Montalbano. I sentieri segnalati dal C.A.I. offrono agli amanti della natura piacevoli passeggiate nel verde della rigogliosa vegetazione mediterranea, con soste d'obbligo per ammirare i suggestivi scenari che si aprono sulla vallata e verso l'Appennino. Scendendo dal paese verso est, è consigliabile una visita al seicentesco oratorio della Madonna della Neve, dove si conserva l' affresco con la Madonna col Bambino e Santi, opera di una maestro del XV secolo affine a Gentile da Fabriano. Presso l'oratorio si può assistere ogni anno, in agosto, alla "Festa della Madonna della Neve", solennità per la quale si invitano a Montevettolini parenti e amici. Tra le manifestazioni si segnalano, in giugno, la "Fierucola", fiera di prodotti biologici, e "La Rocca Insigne", festival di musica e danza, in aprile si tiene una golosa gara culinaria, la "Festa della Torta". Ma l'evento più suggestivo dell'intera Valdinievole si celebra a Montevettolini ogni tre anni, il Venerdì Santo, quando si svolge la "Processione del Gesù Morto", che dal Cinquecento ripercorre le tappe della passione di Cristo e della salita al Calvario. I figuranti in costume sfilano per le vie del paese, ventitré bambini portano le insegne dei misteri della passione, e sette bambine vestite di nero hanno ciascuna una spada, simbolo dei sette dolori della Madonna. Un'altra solenne processione in costume, detta "del Ringraziamento", si svolge il martedì successivo alla Pasqua, quando dietro l'antico Crocefisso si portano i "doni" offerti dalle comunità di Montevettolini, di Pozzarello e dai compaesani emigrati. Il fascino di queste antiche tradizioni liturgiche, la magica atmosfera medievale che si respira per le vie del borgo, valgono senza dubbio una gita a Montevettolini.

Montevettolini
Am nordwestlichen Hang des Montalbano liegt, 187 m über dem Meeresspiegel, das Dorf Montevettolini. Es wurde um das 12. Jahrhundert auf dem Gipfel des Hügels errichtet. Im 13.Jahrhundertwurde die Burg Montevettolini eine selbständige Gemeinde, unterwarf sich 1315 dem Uguccione della Faggiola und unterstand bis zum Tode von Castruccio Castracani der Herrschaft von Lucca. [* foto] Montevettolini (Tramonto - Sonnenuntergang) Im Jahre 1328 schloß es sich der Lega della Valdinievole gegen Florenz an, dem es sich bereits nach kurzer Zeit ergeben mußte. Die Medicis wählten Montevettolini als Aufenthalt für die Jagd, und Ende des 16. Jahrhunderts beauftragte Ferdinando I. die Architekten Gherardo Mechini und Domenico Marcacci mit dem Bau der imposanten Villa am westlichen Ende des Mauerrings, heute Villa Borghese. Pietro Leopoldo vereinigte in der Comunità delle Due Terre (Gemeinschaft der zwei Länder) dieVerwaltung der Gebiete von Montevettolini, der Burg von Monsummano, die bereits an Bedeutung verloren hatte, und von Monsummano Terme, welches sich in ständiger Ausdehnung befand und Verwaltungssitz war. Deutlich sichtbar sind die Spuren des Maurrings und eines der sechs Verteidigungstürme der Burg, der sogenannte Turm "dello Sprone" oder "della Murina" im Westen des Ortes. Ursprünglich gelangte man durch drei Tore in das Dorf: Das Tor "del Montaletto", es wurde 1830 zerstört, das Tor "del Cantone", das in die Medici-Villa eingefügt wurde, und das Tor "del Vicino" oder "del Malvicino", später "dei Barbacci" genannt, das als einziges vollständig erhalten ist. Im Dorf gabes zwei Oratorien, im Westen der Kirche das San Francesco gewidmete Oratorium und das Corpus Domini, auf dem Bargellini-Platz, das heute Sitz der 1863 gegründeten Philharmonischen Gesellschaft ist. In der Fassade des aus dem 13. Jahrhunderts stammenden Rathauses finden wir die Wappen des Stadtvogts und auf der rechten Seite einen antiken Wachturm, der in den Palast integriert wurde. Ein weiterer Turm aus dem Mittelalter wurde für den Glockenturm der Kirche benutzt, der im 15. Jahrhundert errichtet wurde und einen älteren Glockenturm ersetzte, der sich im Inneren des Kirchengebäudes befand. [* foto] Montevettolini * (Piazza/Platz  Orazio Bargellini) Bis zum 12. Jahrhundert stand hier statt der Kirche eine San Michele gewidmete Kapelle, die zum Pfarrbezirk von San Giovanni Battista und San Lorenzo in Vaiano gehörte. Im Laufe der Jahrhunderte erweitert, wurde sie 1449, nach Auflösung der Pfarrei von Vaiano, zur Pfarrkirche erhoben und gleichzeitig San Lorenzo gewidmet. Sein heutiges Aussehen erhielt das Gebäude während der Restaurierung im 18. Jahrhundert durch Vittorio Anastagi: im Inneren befindet sich ein Hochaltar aus mehrfarbigem Marmor von Bartolomeo Moisé da Seravezza, die Stuck-Dekorationen und Fresken aus dem Jahre 1740 sind von Felice Balsan. In der Kirche sind auch wertvolle Gemälde von fiorentinischen Meistern zu sehen: eine Madonna mit Kind und Heiligen aus der Schule des Raffaellino del Garbo, eine Madonna mit Kind und Heiligen von Piero di Cosimo, im Hochaltar die Heilige Jungfrau mit Heiligen, ein Werk von Santi di Tito. Die Darstellungen aus dem 17. Jahrhundert mit Sant 'Antonio, San Sebastiano, San Rocco, eine Heilige Jungfrau, werden Jacopo Chimenti, genannt l'Empoli, zugeschrieben, und eine Lobpreisung der Jungfrau mit Kind, ist wahrscheinlich ein Werk von Francesco Curradi. Beachtenswert ist außerdem ein großes Kruzifix aus polychromem Holz, welches auf die Zeit zwischen dem 14. und 15. Jahrhundert datiert werden kann. Von Montevettolini aus gehen  Montevettolini (Processione - Prozession)Trekking-Wege längs den Verbindungsstraßen zwischen den Burgen des Valdinievole und des Montalbano. Im Osten des Dorfes erhebt sich das Oratorium der Madonna della Neve, in dessen Innerem eine Freske aus dem 15. Jahrhundert mit Madonna mit Kind and Heiligen zu sehen ist. Hier wird jedes Jahr im August das "Fest der Madonna della Neve" gefeiert. In Montevettolini finden im April das "Festa della Torta" (das Torten-Fest), im Juni die "Fierucola", eine kleine Ausstellung von landwirtschaftlichen Produkten, und "La Rocca Insigne", ein Tanz und Musik-Festival, statt. Alle drei Jahre kann man am Karfreitag an der weihevollen "Processione del Gesù Morto" (Prozession des Toten Jesus) teilnehmen, welche seit dem 16. Jahrhundert mit Hunderten von Personen in Kostümen Christus' Leidensweg und seinen Gang nach Golgatha darstellt. Eine weitere Prozession in Kostümen, "del Riograziamento" ("der Danksagung"), findet am Dienstag nach Ostern statt.

 

 

 

 

 

 


MONSUMMANO TERME (Le Grotte Termali)


 


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"Monsummano Alto"
 

Fonti: Pubblicazioni Comune di Monsummano Terme (uff. Turismo) e APT Montecatini Terme/Valdinievole - Varie - [* Foto] M. Mannucci

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