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Ultimo aggiornamento 08/06/2008 letzter Stand

Pescia

Stemma Comunale - Gemeindewappen


TERRITORIO
Capoluogo del Comune: Pescia (62 mt. slm) Frazioni: Aramo (387 mt. slm), Castellare (60 mt. slm) Castelvecchio (420 mt. slm), Collodi (125 mt. slm), Fibbialla (424 mt. slm), Medicina (537 mt. slm), Pietrabuona (125 mt. slm), Pontito (749 mt. slm), San Quirico (529 mt. slm), Sorana (405 mt. slm), Stiappa (627 mt. slm), Vellano (480 mt. slm), Veneri (60 mt. slm).

GESCHICHTE
Sitz der Gemeinde: Pescia (62 m ü.d.M.) Ortsteile: Aramo (387 m ü.d.M.), Castelvecchio (420 m ü.d.M.), Collodi (125m ü.d.M.), Fibbialla (424 m ü.d.M.), Medicina (537 m ü.d.M.), Pietrabuona (125 m ü.d.M.), Pontito (749 m ü.d.M.), San Quirico (529 m ü.d.M.), Sorana (405 m ü.d.M.), Stiappa (627 m ü.d.M.), Vellano (480 m ü.d.M.), Veneri (60 m ü.d.M.).


PESCIA (capoluogo)
è citata nei documenti sin dall'ultimo trentennio dell'XI secolo, quando per la prima volta vennero nominati nelle carte notarili la pieve e il mercatale ovvero i due nuclei che hanno generato e che ancora oggi caratterizzano la singolare configurazione urbana della città. Sin dall'età carolingia maggiore centro della Valdinievole, Pescia consolidò il suo ruolo politico alla fine del XII secolo, quando, affrancatasi dal potere imperiale, divenne libero comune assieme alla vicina Lucca. La città per tutto il XII secolo e gran parte del XIII fu assai prospera, malgrado una certa dipendenza da Lucca.

PESCIA (Fregio) PESCIA (Tavola)

Il 1281 fu un anno funesto per Pescia che, ribellatasi all'autorità di Lucca allora sede del vicario imperiale, fu saccheggiata e messa a ferro e fuoco. Le complesse vicende storiche relative alle lotte tra Guelfi e Ghibellini, interessando gran parte della regione pesciatina, coinvolsero in particolare quei borghi fontificati arroccati sulle alture circostanti che in virtù della loro posizione dominante divennero teatro delle continue contese che opponevano le città di Firenze, Lucca e Pisa. Pescia, lentamente ricostruita dopo le gravissime distruzioni del 1281, rimase nell'orbita di Lucca e solamente dopo il 1328, alla morte di Castruccio Castracani, visse una breve parentesi di totale autonomia, allorchè, insieme con Buggiano, Montecatini, Monsummano, Uzzano, Vellano, Sorana, Pietrabuona e Collodi, formò la lega dei Comuni della Valdinievole. Dal 1339 la città entrò definitivamente nell'orbita fiorentina. Con l'affermarsi della famiglia de' Medici divenendo particolarmente solido il legame tra Pescia e Firenze, la città vide crescere il proprio prestigio spesso ben documentato dai bei palazzi e dalle prestigiose fondazioni religiose che da allora caratterizzano il suo tessuto urbano. Cosimo III nel 1699 elevò Pescia al rango di Città Nobile, quindi, nel 1726, la città divenne sede vescovile. Terminato l'assillo continuo di guerre e saccheggi, l'economia della città conobbe un vigoroso sviluppo; verso la metà del Cinquecento crebbero l'industria della carta e quella della seta, che si fondarono su di una già avviata e ben apprezzata attività molitoria. Tale trasformazione economica fece sì che anche l'aspetto urbano si trasformasse ad opera di molte famiglie di imprenditori che, da altre città, trasferirono a Pescia la loro esperienza e vollero costruire dimore adeguate alla ricchezza conseguita. Pescia oggi, con un passato industriale lontano ma ancora prestigioso, fonda sul florovivaismo la sua prospera economia. La floricultura altamente specializzata trova nella Biennale del Fiore un importante appuntamento promozionale.

PESCIA (Hauptort)
wird ab den letzten dreißig Jahren des 11. Jahrhunderts urkundlich erwähnt, als zum ersten Mal in den notariellen Unterlagen von der Pfarrkirche und dem Marktplatz die Rede ist, d.h. jene beiden Orte, durch die die besondere Form der Stadt entstanden ist und die sie auch heute noch prägen. Seit der Zeit der Karolinger war Pescia das bedeutendste Zentrum des Nievole-Tals und festigte seine politische Rolle gegen Ende des 12. Jahrhunderts, als sich die Stadt von der kaiserlichen Macht befreite und gemeinsam mit dem benachbarten Lucca zur freien Kommune wurde. Trotz einer gewissen Abhängigkeit von Lucca, stellten das gesamte 12. und ein guter Teil des 13. Jahrhunderts einen recht blühenden Zeitraum für die Stadt dar. Das Jahr 1281 war ein unheilvolles Jahr, da Pescia gegen die Macht von Lucca, damals Sitz des kaiserlichen Vikars, rebelliert hatte und hierfür geplündert und niedergebrannt wurde. Die komplexen geschichtlichen Begebenheiten der Kämpfe zwischen Welfen und Gibellinen betrafen einen großen Teil des Gebietes von Pescia und verwickelten besonders die befestigten Orte auf den umliegenden Hügeln, die durch ihre dominierenden Lagen zum Schauplatz der ständigen Streitereien zwischen den Städten Florenz, Lucca und Pisa wurden. Nach den schweren Zerstörungen von 1281 wurde Pescia allmählich wieder aufgebaut, blieb aber von Lucca abhängig. Erst nach dem Jahr 1328 mit dem Tod von Castruccio Castracani folgte eine kurze Zeit totaler Autonomie, als die Stadt, zusammen mit Buggiano, Montecatini, Monsummano, Uzzano, Vellano, Sorana, Pietrabuona und Collodi die Liga der Kommune des Nievole-Tals gründete. Ab 1339 stand die Stadt endgültig unter dem Florentiner Einfluß. Nachdem sich die Familie de' Medici immer mehr durchsetzte, festigte sich die Bindung zwischen Pescia und Florenz und die Stadt gewann an Prestige, was oftmals durch die schönen Palazzi und die ruhmreichen religiösen Institutionen deutlich wurde, die das Stadtbild prägten. 1699 erhob Cosimo III. Pescia zur Adeligen Stadt, die 1726 zum Bischofssitz wurde. Nach der Beendigung der andauernden Kriege und Plünderungen, machte die Wirtschaft eine starke Entwicklung durch; um Mitte des 16. Jahrhunderts wuchsen die Papier- und die Seidenindustrie, die auf bereits seit längerem bestehende Mühlenaktivitäten aufbauten. Diese wirtschaftlichen Änderungen beeinflußten auch das Stadtbild, da zahlreiche Unternehmerfamilien ihre Erfahnmg aus anderen Städten nach Pescia verlegten und dem erlangten Reichtum entsprechende Häuser bauen wollten. Pescia, mit seiner weit zurückliegenden, aber ruhmvollen industrielien Vergangenheit, begründet heute seine blühende Wirtschaft auf Baumschulen und Blumenzucht.


COLLODI
Antico borgo arroccato sul fianco della collina è conosciuto in tutto il mondo per essere la patria di Pinocchio. Carlo Lorenzini (1826-1890) non era nato nell'antico borgo pesciatino bensì a Firenze dove del resto visse gran parte dei suoi giorni, tuttavia dal paese, della madre prese lo pseudonimo forse in ricordo dei momenti felici che vi aveva trascorso durante l'infanzia. Il castello di Collodi, documentato sin dal XII secolo e più volte conteso tra Lucca e Firenze alla metà del XV secolo passò sotto il controllo della potente famiglia Garzoni, i cui discendenti edificarono in età barocca l'imponente villa e il parco che sopravvivono tutt'oggi ad onore del piccolo centro.

COLLODI

L'impianto medioevale del borgo con le strette viuzze lastricate che si inerpicano sino alla pieve di S. Bartolomeo, il cui campanile fu un'antica torre di guardia, è ancora pienamente riconoscibile. La pieve conserva all'interno significative opere d'arte, tra le quali meritano una sosta le due sculture in legno del XV secolo raffiguranti la Madonna con il Bambino e San Bartolomeo.

COLLODI
Dieser antike Ort am Hügelhang ist in der ganzen Welt als Heimat von Pinocchio bekannt. Carlo Lorenzini (1826-1890) wurde nicht in diesem alten Ort bei Pescia sondern in Florenz geboren, wo er den größten Teil se ines Lebens verbrachte, und dennoch nahm er das Pseudonym vom Heimatdorf seiner Mutter an, vielleicht in Erinnerung an glückliche Momente, die er in seiner Kindheit dort verbracht hatte. Die Burg von Collodi, seit dem 12. Jahrhundert urkundlich belegt und mehrmals Streitobjekt zwischen Lucca und Florenz, gelangte Mitte des 15. Jahrhunderts unter die Kontrolle der mächtigen Familie Garzoni, deren Nachfahren in der Barockzeit die prächtige Villa und den Park erbauten, die noch heute dem kleinen Städtchen zur Ehre gereichen. Der mittelalterliche Aufbau des Ortes mit seinen engen, gepflasterten Sträßchen, die bis zur Pfarrkirche S. Bartolomeo hinaufklettern , deren Kirchturm einst ein Wachturm war, ist auch heute noch bestens zu erkennen. In der Pfarrkirche sind einige bedeutende Kunstwerke zu sehen, von denen zwei Holzskulpturen aus dem 15. Jahrhundert mit der Darstellung der Madonna mit Kind und dem Heiligen Bartholomeus eine Besichtigung wert sind.


PIETRABUONA
Il castello, comune autonomo sino al 1775, domina la valle del fiume Pescia le cui sponde sono caratterizzate delle numerose cartiere un tempo vanto della florida manifattura pesciatina ed oggi imponenti vestigia di un illustre passato industriale. Delle antiche strutture castellane sopravvivono ben riconoscibili i resti delle fortificazioni medioevali mentre il paese basso ospita il "Centro di Documentazione sulla Lavorazione della Carta" il cui notevole interesse risiede nell'attività di divulgazione degli antichi sistemi di produzione cartaria.

PIETRABUONA
Die Burg, seit 1775 autonome Gemeinde, beherrscht das Tal des Flusses Pescia, an dessen Ufern die zahlreichen Papierfabriken zu sehen sind, die einst der Ruhm der blühenden Manufaktur von Pescia waren und heute mächtige Überreste einer bedeutenden industriellen Vergangenheit sind. Von den antiken Burgstrukturen sind die Reste der mittelalterlichen Befestigung noch deutlich zu erkennen. Im Dorf befindet sich das Dokamentationszentrum zur Papierbearbeitung, dessen Hauptinteresse in der Verbreitung der antiken Systeme der Papierproduktion liegt.


MEDICINA
Il castello, del quale dal 988 è nota l'antica pieve dedicata ai santi Sisto e Martino, corona l'alta collina boscosa alla coi sommità si distende, compatto, l'abitato.
I pochi resti della cinta muraria e l'antica porta castellana sono testimoni di un passato di fiere contese che videro opporsi le città di Lucca e di Firenze.
Medicina ospitò la notte del 31 luglio del 1530 Francesco Ferrucci, poche ore prima che il condottiero affrontasse la decisiva battaglia di Gavinana. Sull'abitato di impianto vagamente ellittico, svetta il campanile della Chiesa dei Ss. Martino e Sisto, un tempo antica torre di guardia.
La chiesa, costruita nel XV secolo ampliando il preesistente oratorio di S. Rocco, sostituì l'antica pieve della quale conservò il titolo. Molto rimaneggiata conserva poco del suo primitivo aspetto e custodisce nel semplice interno significative opere d'arte tra le quali meritano un cenno il cinquecentesco fonte battesimale e la quattrocentesca scultura lignea raffigurante la Madonna con il bambino.

MEDICINA
Die Burg, deren antike Pfarrkirche der Heiligen Sixtus und Martin seit 988 bekannt ist, krönt den hohen, bewaldeten Hügel, an dessen Hängen sich die Ortschaft drängt. Die wenigen Reste der Stadtmauer und das Burgtor zeugen von einer stolzen Vergangenheit der Streitereien, bei denen sich die Städte Lucca und Florenz gegenüberstanden. In der Nacht des 31. Juli 1530 beherbergte Medicina den Heerführer Francesco Ferrucci, wenige Stunden bevor er in die entscheidende Schlacht von Gavinana trat. Über dem leicht ellipsenförmigen Ort erhebt sich der Turm der Kirche Santi Martino e Sisto, einst ein antiker Wachturm. Die im 15. Jahrhundert durch Erweiterung des zuvor existierenden Oratoriums S. Rocco entstandene Kirche ersetzte die antike Pfarrkirche, deren Namen sie beibehielt. Nach zahlreichen Umbauten ist wenig von dem ursprünglichen Aussehen erhalten geblieben. Im einfachen Inneren befinden sich bedeutende Kunstwerke, von denen ein Taufbecken aus dem 16. Jahrhundert sowie eine Holzskulptur der Madonna mit Kind aus dem 15. Jahrhundert erwähnenswert sind.


FIBBIALLA
L'antico castello, documentato sin dal X secolo, sorge in posizione panoramica sulla valle del Pescia sulle cui pendici si alternano fitti boschi di castagno e floridi vigneti. L'entrata al castello, le cui antiche fortificazioni sono andate distrutte, è segnata dalla chiesa di S. Michele, edificio attorno al quale si articola l'abitato. L'interno ad una sola navata custodisce alcune tele sei-settecentesche di un certo interesse ed una scultura quattrocentesca raffigurante la Vergine Annunziata.

FIBBIALLA

L'altare maggiore in marmo colorato risale al 1783 ed è coevo ai lavori di restauro che interessarono la chiesa alla fine del XVIII secolo quando, tra l'altro, venne rinnovato il pavimento.

FIBBIALLA
Die antike Burg, seit dem 10. Jahrhundert urkundlich belegt, erhebt sich in einer panoramischen Lage über dem Pescia-Tal, an dessen Hängen sich dichte Kastanienwälder und üppige Weinberge abwechseln. Der Eingang der Burg, deren antike Befestigungsanlage zerstört wurde, ist durch die Kische S. Michele gekennzeichnet, um die sich die Ortschaft von Fibbialla herum gebildet hat. Im einschiffigen Inneren sind einige Gemälde aus dem 17./18. Jahrhundert von gewissem Interesse, sowie eine Skulptur der Heiligen Jungfrau aus dem 15. Jahrhundert zu sehen. Der Hauptaltar aus buntem Marmor stammt aus dem Jahr 1783, der gleichen Zeit wie die Restaurationsarbeiten, die an der Kirche Ende des 18. Jahrhundert durchgeführt wurden, bei der unter anderem die Erneuerung des Bodens erfolgte.


ARAMO
Il castello, tra i più piccoli ed antichi della Svizzera Pesciatina, sorge su di un picco a strapiombo sulla sottostante val di Torbola. Più volte teatro delle aspre contese che vedevano su avversi fronti le città di Lucca e di Firenze, nel 1383 fu saccheggiato e in gran parte distrutto. Ai margini del borgo sorge l'Oratorio della Natività di Maria al cui interno sull'altare maggiore in legno dipinto è custodito un affresco quattro-cinquecentesco raffigurante la Madonna in Trono tra i santi Rocco e Sebastiano. Al culmine dell'abitato, che si inerpica in un intrico di stradelle e scalette sul fianco della collina, sorge la chiesa di S. Frediano. Ad una sola navata con il fronte intonacato, custodisce all'interno arredi sacri di un certo pregio, per lo più dei secoli XVI e XVII, mentre l'altare maggiore, in muratura e stucco marmorizzato, è del 1826.

ARAMO
Diese Burg, die kleinste und älteste der Schweiz von Pescia, liegt auf dem Gipfel über dem darunterliegenden Torbola-Tal. Mehrmaliger Schauplatz der scharfen Kämpfe zwischen den Städten Lucca und Florenz, wurde sie 1383 geplündert und zum großen Teil zerstört. Am Rand des Ortes steht das Oratorium der Geburt Mariens, in dem sich ein Hauptaltar aus bemaltem Holz befindet, an dem ein Fresko aus .dem 15./16. Jahrhundert mit der thronenden Madonna zwischen den Heiligen Rochus und Sebastian zu sehen ist. Am höchsten Punkt des Ortes, dessen Sträßchen und Treppen sich den Hang hinaufschängeln, liegt die Kirche S. Frediano. In der einschiffigen Kirche mit verputzter Stirnseite werden recht kostbare Kirchengeräte größtenteils aus dem 16. und 17. Jahrhundert aufbewahrt, während der gemauerte, mit marmorisiertem Stuck versehene Hauptaltar aus dem Jahr 1826 stammt.


SAN QUIRICO *
è posto in una valle detta Valleriana e l'origine di tale nome è ancora oggi sconosciuta. Alcuni pensano ad "una valle di Ariani" che occupavano i territori, altri pensano ai molti rii che solcano la valle e da qui il nome. Però studi più recenti e molto attendibili si rifanno ad un fundus romano, chiamato "fundus arianus", denominato nel medioevo castrum. A San Quirico esiste un toponimo "Castrognano" che forse risolve molti dubbi: ecco la sede dell'antico accampamento romano e quindi il primo nucleo abitato del paese (tesi avvalorata anche da alcune pietre stradali dell'epoca ancora presenti in loco e dai ritrovamenti di reperti di ceramica nera databili al I° secolo A.C.).
Ma le prime notizie sicure del paese come nucleo di una certa consistenza si hanno solo nel 980, quando il Vescovo di Lucca Gherardo I° allivella i beni della "Ecclesia S. Quirici de Arriano". Nel 1304 il paese cadde in disgrazia a causa di pestilenze e carestie, arrivando a sommare non più di 20 abitanti; i Savi di Lucca emanarono un decreto con il quale esonerarono per dieci anni dalle pene, tutti coloro che avessero deciso di ripopolare il castello. E così avvenne. Nello statuto lucchese del 1308 si legge già menzionato il Podestà di S. Quirico e con il trattato di Venezia del 1388, San Quirico passò sotto la giurisdizione di Lucca, mentre altri paesi della sopraccitata valle, Castelvecchio, Vellano e Sorana restarono a Firenze.
Però la storia di San Quirico è un pò "tutta sua", fatta essenzialmente dei contrasti sempre astiosi con il vicino castello di Castelvecchio.
Il paese è stato anche teatro di un feroce episodio di guerra nell'agosto del 1944. Quando per ritorsione all'uccisione di due soldati tedeschi avvenuta il 17 agosto da parte di loro commilitoni disertori, il giorno 19 venti uomini furono brutalmente uccisi e la maggior parte delle case del paese incendiate. La ricostruzione del paese è stata lenta e difficoltosa ma oggi ha ripreso la sua struttura di castello medioevale, perché la perimetria urbana non è mai stata sfalsata, grazie all'accortezza dei suoi abitanti che non hanno mai ripudiato il loro passato di glorioso castello della repubblica lucchese.
Occorre altresì ricordare i fonditori di campane di San Quirico che erano rinomati in tutta la penisola e la loro arte risaliva al medioevo.

SAN QUIRICO *
Der Name San Quirico, dessen Herkunft bis heute unbekannt ist, liegt im sogenannten Tal Valleriana. Einige denken an "ein Tal von Ariern", die das Gebiet besetzten, andere meinen der Name stamme von den vielen Bächen, die das Tal durchfurchten ab. Aber neuste, sehr zuversichtliche Nachforschungen deuten auf einen romanischen Fund hin, "fundus arianus", im Mittelalter als Schloss benannt. In San Quirico gibt es einen Ortsteil "Castrognanano" der vielleicht viele Zweifel beseitigen kann, denn dort befand sich der Sitz des antiken romanischen Lagers und somit der ersten bewohnten Siedlung des Ortes( eine These, die verstärkt wird durch Teile des Kopfsteinpflasters aus dieser Zeit, welche heute noch im Ort bestehen und durch die Entdeckung von Fundstücken schwarzer Keramik aus dem 1.Jahrh. v.Chr.). Aber erst um 980 gibt es die ersten sicheren Überlieferungen, dass es sich um eine Siedlung einer bestimmten Konsistenz handelte, als der Bischof von Lucca Gherardo I die Güter der "Kirche S.Quirici de Arriano" verpachtete. Vom Unglück überschattet, auf Grund von Pest und Hungersnot kann der Ort im Jahre 1304 nur noch 20 Einwohner zählen; die Savi von Lucca erließen eine Verordnung nach welcher, alle diejenigen, die sich entscheiden würden das Schloss erneut zu bevölkern, für zehn Jahre von Strafen befreit zu sein. Und so geschah es! In der Verfassung von Lucca 1308 kann man nachlesen, dass schon ein Stadtvogt von S.Quirico erwähnt wird und mit den Verträgen von Venedig im Jahr 1388 geriet S.Quirico unter die Gerichtsbarkeit von Lucca, während die anderen Orte, des oben genannten Tals, Castelvecchio, Vellano und Sorana Florenz zugehörig bleiben. Die Geschichte von S.Quirico ist ein bischen "seine Eigene", hauptsächlich von Kontrasten geprägt immer missgünstig mit dem naheliegenden Castelvecchio. Das Dorf wurde außerdem Schauplatz einer grausamen Kriegskampfhandlung im August 1944. Zur Retorsion an der Ermordung zweier deutscher Soldaten von Seiten ihrer Kameraden Überläufer, wurden am 19.August zwanzig Männer brutal umgebracht und der größte Teil der Häuser in Brand gesteckt. Der Wideraufbau des Ortes war schwierig und schleppend, aber heute hat er die Struktur eines mittelalterlichen Schlosses widergewonnen, da die Planimetrie der Urbanistik niemals verfälscht wurde, danke der Umsicht seiner Einwohner, die ihre Vergangenheit des glorreichen Schlosses der Republik Lucca nie verleugnet haben. Ferner ist es notwendig an die Gießer der Glocken von S.Quirico zu erinnern, die in der gesamten Halbinsel berühmt waren und deren Kunst, die auf das Mittelalter zurück geht.


STIAPPA
L'antico castello, adagiato sulle pendici del monte Battifolle, ha segnato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e il ducato di Lucca. L'intatta struttura urbanistica, con le grigie case che si addossano l'una all'altra sino alla chiesa di S. Maria Assunta, che sorge in posizione elevata, ne denuncia l'origine medievale. La chiesa della quale è ben riconoscibile l'impianto romanico, custodisce all'interno una tela della metà del XVII secolo con l'Assunzione di Maria e un bel coro ottocentesco.

STIAPPA
Die antike Burg an des Hängen des Monte Battifolle stellte für Jahrhunderte die Grenze zwischen dem Großherzogtum Toskana und dem Herzogtum von Lucca dar. Die bis heute erhaltene Struktur mit den grauen Häusern, die dicht aneinandergedrängt bis zur Kirche S. Maria Assunta in hochgelegener Position stehen, weisen auf den mittelalterlichen Ursprung hin. In der Kirche, deren romanischer Aufbau noch gut sichtbar ist, befindet sich eine Leinwand aus der Mitte des 17. Jahrhunderts mit der Himmelfahrt Mariä sowie ein schöner Chor aus dem 19. Jabrhundert.


PONTITO
Il castello, noto sin dal IX secolo come feudo del Vescovo di Lucca, sorge presso la sorgente del fiume Pescia.

PONTITO

Il borgo ha conservato integro 1'impianto fortificato al cui interno l'abitato si articola secondo un particolare andamento piramidale al cui vertice si erge la Chiesa dei Ss. Andrea e Lucia. Si tratta di una robusta costruzione in pietra di origine romanica che sebbene nel corso dei secoli abbia subito numerosi interventi di ristrutturazione, conserva notevoli tracce della sua antica origine. L'interno, spartito da tre navate, custodisce arredi sacri di notevole interesse. Meritano una particolare attenzione il quattrocentesco fonte battesimale in marmo scolpito e l'altare maggiore, la cui struttura in marmo policromo contrasta piacevolmente con l'essenzialità della pietra del paramento murario.

PONTITO
Diese Burg, seit dem 9. Jahrhundert als Lehen des Bischofs von Lucca bekannt, liegt an der Quelle des Flusses Pescia. Der Ort hat vollständig seine Befestigungsanlage bewahrt und erstreckt sich in einer besonderen Pyramidenform, an deren Spitze sich die Kirche Santi Andrea e Lucia erhebt. Hierbei handelt es sich um eine robuste Steinkonstruktion romanischen Ursprungs, die trotz der zahlreichen Restrukturierungsarbeiten im Lauf der Jahrhunderte bemerkenswerte Spuren ihrer antiken Herkunft aufweist. Im dreischiffigen Inneren befinden sich interessante Kirchengeräte. Besondere Aufmerksamkeit verdienen ein behauenes Marmor-Taufbecken aus dem 15. Jahrhundert und der Hauptaltar, dessen vielfarbige Marmorstruktur einen angenehmen Kontrast zur Schlichtheit der Wandfläche aus Stein bildet.


PESCIA (Teatro/Theater Pacini)


CASTELVECCHIO
Borgo di origine medioevale, conserva della sua primitiva struttura l'intrico delle suggestive vie castellane che si inerpicano sino alla Chiesa di S. Giovanni Battista, che all'interno conserva alcuni arredi provenienti dalla pieve suburbana di S. Tommaso, il più significativo edificio romanico della Valdinievole. Quest'ultima documentata sin dal IX secolo ha oggi l'aspetto conferitole nel secolo XII quando venne ristrutturata e lo spazio interno fu organizzato secondo lo schema basilicale con tre navate absidate. L'imponente facciata, alterata dai moderni interventi immette nella vasta aula centrale, in fondo alla quale si apre la cripta coperta da volte a crocera. La torre campanaria situata sul retro dell'edificio, se ne discosta ed è aperta da un solo ordine di bifore.

CASTELVECCHIO
Dieser Ort mit mittelalterlichen Ursprüngen weist von seiner ursprünglichen Struktur das Gewirr der malerischen Burgstraßen auf, die bis zur Kirche S. Giovanni Battista hinaufführen, in derem Inneren sich einige Geräte aus der Pfarrkirche S . Tommaso befinden, dem bedeutendsten romanischen Bau des Nievole-Tals. Das Aussehen dieser seit dem 9. Jahrhundert belegten Kirche stammt von den Umstrukturierungen im 12. Jahrhundert, als der Innenraum, gemäß dem Schema der Basiliken, in drei Schiffe mit Apsiden gegliedert wurde. Die mächtige Fassade, durch moderne Eingriffe verändert, zeigt auf das weite Mittelschiff, an dessen Ende sich eine Krypta mit Kreuzgewölbe befindet. Der Glockenturm steht auf der Rückseite in geringem Abstand zum Gebäude und ist nur von einer Reihe Zwillingsfenstern geöffnet.


SORANA
Antico borgo adagiato sulle pendici del monte Petritulo prende il nome dalla rocca, della quale rimangono oggi soltanto alcuni resti, un tempo detta sovrana per la sua posizione a dominio della vallata.
La particolare pianta ellittica del borgo culmina nella piazza sulla quale prospetta la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo. La facciata, in pietra, si orna, sulla lunetta del portale, di un affresco quattrocentesco dedicato ai due santi patroni mentre l'interno, ad una sola navata, custodisce qualche arredo sacro di pregio. Celebre per la produzione di un particolare tipo di fagioli dal gusto delicato, Sorana è oggi meta di buongustai a caccia di prelibatezze.

SORANA
Der Name dieses alten Ortes an den Hängen des Monte Petritulo stammt von der Festung, von der heute nur noch wenige Reste erhalten sind und die ihrer das Tal beherrchenden Lage. wegen "Sorana" (= Herrscher, erhaben) genannt wurde. Der besondere, ellipsenförmige Aufbau des Ortes gipfelt in dem Platz, auf den die Kirche der Heiligen Petrus und Paulus zeigt. Die Steinfassade ist in der Lünette des Portals mit einem Fresko des 15. Jahrhunderts der beiden Schutzheiligen geschmückt, während im einschiffigen Inneren einige kostbare Kirchengeräte aufbewahrt werden. Sorana ist für eine besondere Bohne mit zartem Geschmack bekannt und daher heute Ziel der Feinschmecker auf der Suche nach Köstlichkeiten.


VELLANO
Capoluogo della Svizzera pesciatina e rinomata località di villeggiatura Vellano sorge in posizione panoramica sulla valle del fiume Pescia. Noto per la sua pieve già dal X secolo fu oggetto durante il medioevo di aspri scontri dei quali il più grave, accaduto nel 1281, portò alla distruzione del sistema fortificato del castello. In quel l'occasione si affrontarono i lucchesi di parte guelfa e i ghibellini di Pescia ai quali Vellano aveva offerto ospitalità. Un tempo feudo della famiglia Garzoni nel 1366 Coluccio Salutati vi redasse quegli statuti che per lungo tempo ne hanno sancito l'autonomia. L'antica pieve dei Ss. Sisto e Martino un tempo annessa ad una antichissima abbazia benedettina, sorge fuori dalle mura castellane e mostra oggi i caratteri del restauro operato negli anni settanta del Settecento. L'interno custodisce opere d'arte di pregio tra le quali meritano un cenno le due sculture in legno raffiguranti i santi Ansano e Martino di scuola lucchese del quattrocento e il bel crocefisso trecentesco della sacrestia.

VELLANO
Vellano, der bedeutendste Ort der Schweiz von Pescia und bekannter Ferienort, liegt in einer reizenden Lage über dem Pescia-Tal. Durch ihre Pfarrkirche bereits ab dem 10. Jahrhundert bekannt, war die Burg Gegenstand bitterer Kämpfe, wobei das Befestigungssystem 1281 zerstört wurde. Damals standen sich die Luccheser der welfischen Seite und die Gibellinen von Pescia gegenüber, denen Vellano seine Gastfreundschaft angeboten hatte. Einst ein Lehen der Familie Garzoni, verfaßte Coluccio Salutati im Jahr 1366 die Statuten, die lange Zeit die Autonomie des Ortes regelten. Die antike Pfarrkirche SS. Sisto e Martino, die in früheren Zeiten zu einer sehr alten Benediktiner-Abtei gehörte, steht außerhalb der Burgmauern und weist heute die Charakteristiken der Restaurierung aus den siebziger Jahren des 18. Jahrhunderts auf. Im Inneren sind wertvolle Kunstwerke aufbewahrt, von denen hier nur zwei Holzskulpturen der Heiligen Ansano und Martin aus Luccheser Schule des 15. Jahrhunderts sowie das schöne Kreuz in der Sakristei aus dem 14. Jahrhundert erwähnt seien.


PESCIA

SAN QUIRICO


Convento di Colleviti
L'importante convento francescano fu fondato nel 1496 e conserva ancora oggi l'aspetto rinascimentale che si riconosce in particolare nelle armoniose strutture del chiostro. La chiesa, dedicata a San Ludovico, custodisce alcune opere d'arte di un certo pregio tra le quali la bella Pietà del pittore fiorentino Santi Di Tito.

Kloster von Colleviti
Das bedeutende Franziskaner-Kloster wurde 1496 gegründet und hat bis heute das Aussehen aus der Renaissance bewahrt, das besonders in den harmonievollen Strukturen des Kreuzgangs zu erkennen ist. In der Kirche, die San Ludovico gewidmet ist, befinden sich emige Kunstwerke von einer gewissen Bedeutung, darunter die schöne Pietà des Florentiner Malers Santi di Tito.


Villa Garzoni
La villa, costruita tra il 1633 ed il 1652 dove sorgeva il castello dei Garzoni, è un possente edificio le cui stanze si distinguono per i differenti colori delle tappezzerie. Meritano una particolare menzione la Camera Rossa dove forse alloggiò Napoleone Bonaparte e la grande cucina dove lavorarono i nonni di Carlo Lorenzini e dove egli stesso trascorse gran parte della sua infanzia. Il parco, realizzato ai tempi della costruzione della villa e successivamente arricchito di statue e giochi d'acqua riveste un grandissimo interesse. Dall'ingresso due splendide salite a doppia rampa introducono ai terrazzamenti superiori dove una lunga cascata si conclude con la statua della Fama che soffia in una conchiglia dalla quale scaturisce un altissimo getto d'acqua. Curiosità di vario genere animano i percorsi laterali; rivestono un particolare interesse sia il Teatrino che il Labirinto, uno dei pochi tra quelli di età barocca giunto sino a noi. I Bagni; normalmente divisi secondo il sesso dei bagnanti, erano dotati di un ambiente comune allietato dalla presenza dei musici i quali erano disposti in modo da non poter vedere cosa vi accadeva.

Il Parco di Pinocchio
Sin dal 1951, settantesimo anniversario della prima uscita de "Le Avventure di Pinocchio", il celebre capolavoro di Carlo Lorenzini, Rolando Azillotti, docente universitario e sindaco di Pescia, pensò di onorare Pinocchio con un monumento. Nominò quindi un apposito Comitato che bandì il Concorso nazionale per un Monumento a Pinocchio al quale parteciparono ben ottantaquattro artisti. La giuria del concorso, della quale fecero parte insigni rappresentanti della cultura italiana, assegnò il primo premio ex-ecquo allo scultore Emilio Greco per il gruppo in bronzo Pinocchio e la Fata e allo scultore Venturino Venturi con gli architetti Baldi e De Luigi per la Piazzetta dei mosaici. Inaugurata nel 1956 questa prima parte del parco, nel 1963 venne eseguita l'Osteria del Gambero Rosso secondo il progetto dell'architetto pistoiese Giovanni Michelucci. Nel 1972 il giardino venne ampliato con il Paese dei Balocchi che, su progetto degli architetti Pietro Porcinai e Marco Zanuso, ospita le ventuno sculture in acciaio e bronzo di Pietro Consagra. Nel frattempo è stata istituita la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, prestigiosa istituzione culturale che, sebbene esplichi la sua attività prevalentemente nei settori pedagogico e letterario, gestisce e amministra il parco e, nell'ambito più propriamente progettuale, ha realizzato presso la propria sede; l'ottocentesca villa Arcangeli, la Biblioteca Collodiana e il Centro di Studi sulla Lettura e Letteratura giovanile. Nel 1986 è stato inaugurato il Laboratorio delle Parole e delle Figure dove si tengono mostre d'arte il cui soggetto è Pinocchio e periodiche manifestazioni dedicate all'illustrazione dei libri per l'infanzia. L'edificio accoglie laboratori di lettura, d'arte e di teatro. Il Parco di Pinocchio è oggi un complesso di grande interesse sia per le opere d'arte che in varia maniera illustrano ed interpretano la celebre fiaba sia perché è un frequentato ed attivissimo centro di cultura.

COLLODI (Giardino di/Garten von   "Villa Garzoni")

Villa Garzoni
Die zwischen 1633 und 1652 anstelle der Burg der Garzoni erbaute Villa ist ein mächtiges Gebäude, deren Zimmer sich durch die verschiedenfarbigen Tapeten unterscheiden. Hier seien nur das Rote Zimmer, wo vielleicht Napoleon Bonaparte übernachtete, und die große Küche erwähnt, in der die Großeltern von Carlo Lorenzini arbeiteten, und in der er selbst einen Teil seiner Kindheit verbrachte. Äußerst interessant ist auch der Park, der beim Bau der Villa angelegt und später mit Statuen und Wasserspielen bereichert wurde. Vom Eingang führen zwei herrliche Treppen hinauf zu den oberen Terrassen, wo ein langer Wasserfall zur Statue der Berühmtheit gelangt, die in eine Muschel bläst, aus der ein hoher Wasserstrahl herauskommt. Verschiedenartige Kuriositäten beleben die Wege seitlich des Hauptweges, darunter ein Theater und ein Labyrinth, eines der wenigen, das aus der Barockzeit bis heute erhalten geblieben ist. Die Bäder, üblicherweise nach Geschlecht der Badenden unterteilt, verfügten über einen gemeinsamen Bereich, in dem Musiker spielten, die so verteilt waren, daß sie nicht sehen konnten, was vor sich ging.

Der Pinocchio-Park
Im Jahr 1951, dem siebzigjährigen Jubiläum der ersten Veröffentlichung der Abenteuer Pinocchios, dem berühmten Meisterwerk von Carlo Lorenzini, dachte Rolando Anzilotti, Universitätsdozent und Bürgermeister von Pescia, daran, Pinocchio mit einem Monument zu ehren. Deshalb ernannte er einen Ausschuß, der einen Nationalen Wettbewerb für ein Pinocchio-Denkmal ausschrieb, an dem vierundachtzig Künstler teilnahmen. Die Jury des Wettbewerbs, die aus bekannten Vertretern der italienischen Kultur zusammengesetzt war, verlieh den ersten Preis ex-aequo an den Bildhauer Emilio Greco für die Bronzegruppe Pinocchio und die Fee und an den Bildhauer Venturino Venturi gemeinsam mit den Architekten Baldi und De Luigi für den Mosaik-Platz. Dieser erste Teil des Parkes wurde 1956 eingeweiht, während 1963 die Osteria del Gambero Rosso nach einem Entwurf des Pistoieser Architekten Giovanni Michelucci erbaut wurde. 1972 wurde der Garten um das Spielzeugland erweitert, in dem, nach einem Entwurf der Architekten Pietro Porcinai und Marco Zanuso, die einundzwanzig Stahl und Bronzeskulpturen von Pietro Consagra ausgestellt sind. In der Zwischenzeit ist die Nationale Stiftung Carlo Collodi gegündet worden, eine prestigevolle kulturelle Einrichtung, die, obwohl sie hauptsächlich im pädagogischen und literarischen Bereich tätig ist, den Park leitet und verwaltet und im Rahmen eines Projekts in ihrem Sitz in der Villa Arcangeli aus dem 19. Jahrhundert die Collodi-Bibliothek und ein Studienzentrum für Jugendlektüre und -literatur eingerichtet hat. 1986 wurde das Wörter- und Figurenlabor eingeweiht, in dem Kunstausstellungen zum Thema Pinocchio und regelmäßige Veranstaltungen zur Illustration von Kinderbüchern stattfinden. In dem Gebäude befinden sich Lese , Kunst- und Theaterlabors. Heutzutage ist der Pinocchio Park sowohl wegen der Kunstwerke, die auf verschiedene Weise das berühmte Märchen darstellen und interpretieren äußerst interessant, als auch weil er zu einem aktiven und gut besuchten Kulturzentrum geworden ist.


Notizie Nachrichten
Svizzera Pesciatina
Fu Giancarlo Sismondi, storico ed economista ginevrino, che nominò Svizzera Pesciatina, in memoria della sua patria, le colline ed i borghi che si estendono a nord di Pescia. Gli intatti valori ambientali ed i dieci castelli, tutti di lontana origine medioevale, rendono queste alte colline un ambiente di straordinario interesse culturale, che, ignoto al turismo di massa, restituisce al visitatore attento il fascino di epoche lontane.

Schweiz von Pescia
Der Genfer Geschichts-und Wirschaftswissenschaftler Gaincarlo Sismondi nannte die Hügel und Orte nördlich von Pescia, in Erinnerung an seine Heimat, Svizzera Pesciatina. Durch die unberührte Umgebung und die zehn mittelalterlichen Burgen gewinnen diese hohen Hügel ein außerordentliches kulturelles Interesse und, vom Massentourismus verschont, vermitteln dem aufmerksamen Besucher den Zauber vergangener Zeiten.


  • Museo e Biblioteca Carlo Magnani
  • Gipsoteca Libero Andreotti
  • Museo di Scienze Naturali e Archeologia della Valdinievole
  • Biennale del Fiore (ogni due anni a settembre)
  • Parco di Pinocchio (Collodi)
  • Museen und Bibliotek Carlo Magnani
  • Gipsoteca Libero Andreotti
  • Museum für Naturwissenschaften und Archeologie von Valdinievole
  • Blumenmesse (Alle Zwei Jahre im September)
  • Park von Pinocchio (Collodi)

Gemellaggi o Patti di Amicizia e Solidarietà: BOU CRAA (Repubblica Araba Saharawi Democratica)
Partnerstadt Freundschafts Vertrag Solidarität: LAKOTA (Nazione Indiana Lakota di Rosebud)

Links
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Giardino Storico e Villa Garzoni
Collodi
San Quirico Pescia
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Pontito
Vellano

Associazione dei piccoli produttori

del fagiolo di Sorana

 "Il Ghiareto" Onlus

 

Fonti: A.P.T. "Abetone, Pistoia, Montagna Pistoiese" - Comune di Pescia - A.P.T. Montecatini/Valdinievole - Varie

* Tratto da: "La Storia di San Quirico" - Quelle: "Die Geschichte von S. Quirico"

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