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Ultimo
aggiornamento
26/01/2009 letzter Stand |
| Pescia |
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TERRITORIO
Capoluogo del Comune: Pescia (62 mt. slm) Frazioni: Aramo (387 mt. slm), Castellare (60 mt. slm) Castelvecchio (420 mt.
slm), Collodi (125 mt. slm), Fibbialla (424 mt. slm), Medicina (537 mt.
slm), Pietrabuona (125 mt. slm), Pontito (749 mt. slm), San Quirico (529
mt. slm), Sorana (405 mt. slm), Stiappa (627 mt. slm), Vellano (480 mt.
slm), Veneri (60 mt. slm). |
GESCHICHTE
Sitz der Gemeinde: Pescia (62 m ü.d.M.) Ortsteile: Aramo (387 m ü.d.M.),
Castelvecchio (420 m ü.d.M.), Collodi (125m ü.d.M.), Fibbialla (424 m
ü.d.M.), Medicina (537 m ü.d.M.), Pietrabuona (125 m ü.d.M.), Pontito
(749 m ü.d.M.), San Quirico (529 m ü.d.M.), Sorana (405 m ü.d.M.),
Stiappa (627 m ü.d.M.), Vellano (480 m ü.d.M.), Veneri (60 m ü.d.M.). |
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PESCIA
(capoluogo)
è citata nei documenti sin dall'ultimo trentennio dell'XI secolo,
quando per la prima volta vennero nominati nelle carte notarili la pieve
e il mercatale ovvero i due nuclei che hanno generato e che ancora oggi
caratterizzano la singolare configurazione urbana della città. Sin
dall'età carolingia maggiore centro della Valdinievole, Pescia
consolidò il suo ruolo politico alla fine del XII secolo, quando,
affrancatasi dal potere imperiale, divenne libero comune assieme alla
vicina Lucca. La città per tutto il XII secolo e gran parte del XIII fu
assai prospera, malgrado una certa dipendenza da Lucca.

Il
1281 fu un anno funesto per Pescia che, ribellatasi all'autorità di Lucca
allora sede del vicario imperiale, fu saccheggiata e messa a ferro e
fuoco. Le complesse vicende storiche relative alle lotte tra Guelfi e
Ghibellini, interessando gran parte della regione pesciatina, coinvolsero
in particolare quei borghi fontificati arroccati sulle alture circostanti
che in virtù della loro posizione dominante divennero teatro delle
continue contese che opponevano le città di Firenze, Lucca e Pisa. Pescia,
lentamente ricostruita dopo le gravissime distruzioni del 1281, rimase
nell'orbita di Lucca e solamente dopo il 1328, alla morte di Castruccio
Castracani, visse una breve parentesi di totale autonomia, allorchè,
insieme con Buggiano, Montecatini, Monsummano, Uzzano, Vellano, Sorana,
Pietrabuona e Collodi, formò la lega dei Comuni della Valdinievole. Dal
1339 la città entrò definitivamente nell'orbita fiorentina. Con
l'affermarsi della famiglia de' Medici divenendo particolarmente solido il
legame tra Pescia e Firenze, la città vide crescere il proprio prestigio
spesso ben documentato dai bei palazzi e dalle prestigiose fondazioni
religiose che da allora caratterizzano il suo tessuto urbano. Cosimo III
nel 1699 elevò Pescia al rango di Città Nobile, quindi, nel 1726, la
città divenne sede vescovile. Terminato l'assillo continuo di guerre e
saccheggi, l'economia della città conobbe un vigoroso sviluppo; verso la
metà del Cinquecento crebbero l'industria della carta e quella della
seta, che si fondarono su di una già avviata e ben apprezzata attività
molitoria. Tale trasformazione economica fece sì che anche l'aspetto
urbano si trasformasse ad opera di molte famiglie di imprenditori che, da
altre città, trasferirono a Pescia la loro esperienza e vollero costruire
dimore adeguate alla ricchezza conseguita. Pescia oggi, con un passato
industriale lontano ma ancora prestigioso, fonda sul florovivaismo la sua
prospera economia. La floricultura altamente specializzata trova nella
Biennale del Fiore un importante appuntamento promozionale. |
PESCIA
(Hauptort)
wird ab den letzten dreißig Jahren des 11. Jahrhunderts urkundlich
erwähnt, als zum ersten Mal in den notariellen Unterlagen von der
Pfarrkirche und dem Marktplatz die Rede ist, d.h. jene beiden Orte, durch
die die besondere Form der Stadt entstanden ist und die sie auch heute
noch prägen. Seit der Zeit der Karolinger war Pescia das bedeutendste
Zentrum des Nievole-Tals und festigte seine politische Rolle gegen Ende
des 12. Jahrhunderts, als sich die Stadt von der kaiserlichen Macht
befreite und gemeinsam mit dem benachbarten Lucca zur freien Kommune wurde.
Trotz einer gewissen Abhängigkeit von Lucca, stellten das gesamte 12. und
ein guter Teil des 13. Jahrhunderts einen recht blühenden Zeitraum für
die Stadt dar. Das Jahr 1281 war ein unheilvolles Jahr, da Pescia gegen
die Macht von Lucca, damals Sitz des kaiserlichen Vikars, rebelliert hatte
und hierfür geplündert und niedergebrannt wurde. Die komplexen
geschichtlichen Begebenheiten der Kämpfe zwischen Welfen und Gibellinen
betrafen einen großen Teil des Gebietes von Pescia und verwickelten
besonders die befestigten Orte auf den umliegenden Hügeln, die durch ihre
dominierenden Lagen zum Schauplatz der ständigen Streitereien zwischen
den Städten Florenz, Lucca und Pisa wurden. Nach den schweren
Zerstörungen von 1281 wurde Pescia allmählich wieder aufgebaut, blieb
aber von Lucca abhängig. Erst nach dem Jahr 1328 mit dem Tod von
Castruccio Castracani folgte eine kurze Zeit totaler Autonomie, als die
Stadt, zusammen mit Buggiano, Montecatini, Monsummano, Uzzano, Vellano,
Sorana, Pietrabuona und Collodi die Liga der Kommune des Nievole-Tals
gründete. Ab 1339 stand die Stadt endgültig unter dem Florentiner Einfluß.
Nachdem sich die Familie de' Medici immer mehr durchsetzte, festigte sich
die Bindung zwischen Pescia und Florenz und die Stadt gewann an Prestige,
was oftmals durch die schönen Palazzi und die ruhmreichen religiösen
Institutionen deutlich wurde, die das Stadtbild prägten. 1699 erhob
Cosimo III. Pescia zur Adeligen Stadt, die 1726 zum Bischofssitz wurde.
Nach der Beendigung der andauernden Kriege und Plünderungen, machte die
Wirtschaft eine starke Entwicklung durch; um Mitte des 16. Jahrhunderts
wuchsen die Papier- und die Seidenindustrie, die auf bereits seit
längerem bestehende Mühlenaktivitäten aufbauten. Diese wirtschaftlichen
Änderungen beeinflußten auch das Stadtbild, da zahlreiche
Unternehmerfamilien ihre Erfahnmg aus anderen Städten nach Pescia
verlegten und dem erlangten Reichtum entsprechende Häuser bauen wollten.
Pescia, mit seiner weit zurückliegenden, aber ruhmvollen industrielien
Vergangenheit, begründet heute seine blühende Wirtschaft auf Baumschulen
und Blumenzucht. |
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COLLODI
Antico borgo arroccato sul fianco della collina è conosciuto
in tutto il mondo per essere la patria di Pinocchio. Carlo Lorenzini
(1826-1890) non era nato nell'antico borgo pesciatino bensì a Firenze
dove del resto visse gran parte dei suoi giorni, tuttavia dal paese,
della madre prese lo pseudonimo forse in ricordo dei momenti felici che
vi aveva trascorso durante l'infanzia. Il castello di Collodi,
documentato sin dal XII secolo e più volte conteso tra Lucca e Firenze
alla metà del XV secolo passò sotto il controllo della potente
famiglia Garzoni, i cui discendenti edificarono in età barocca
l'imponente villa e il parco che sopravvivono tutt'oggi ad onore del
piccolo centro.

L'impianto
medioevale del borgo con le strette viuzze lastricate che si inerpicano
sino alla pieve di S. Bartolomeo, il cui campanile fu un'antica torre di
guardia, è ancora pienamente riconoscibile. La pieve conserva
all'interno significative opere d'arte, tra le quali meritano una sosta
le due sculture in legno del XV secolo raffiguranti la Madonna con il
Bambino e San Bartolomeo. |
COLLODI
Dieser antike Ort am Hügelhang ist in der ganzen Welt als
Heimat von Pinocchio bekannt. Carlo Lorenzini (1826-1890) wurde nicht in
diesem alten Ort bei Pescia sondern in Florenz geboren, wo er den größten
Teil se ines Lebens verbrachte, und dennoch nahm er das Pseudonym vom
Heimatdorf seiner Mutter an, vielleicht in Erinnerung an glückliche
Momente, die er in seiner Kindheit dort verbracht hatte. Die Burg von
Collodi, seit dem 12. Jahrhundert urkundlich belegt und mehrmals
Streitobjekt zwischen Lucca und Florenz, gelangte Mitte des 15.
Jahrhunderts unter die Kontrolle der mächtigen Familie Garzoni, deren
Nachfahren in der Barockzeit die prächtige Villa und den Park erbauten,
die noch heute dem kleinen Städtchen zur Ehre gereichen. Der
mittelalterliche Aufbau des Ortes mit seinen engen, gepflasterten Sträßchen,
die bis zur Pfarrkirche S. Bartolomeo hinaufklettern , deren Kirchturm
einst ein Wachturm war, ist auch heute noch bestens zu erkennen. In der
Pfarrkirche sind einige bedeutende Kunstwerke zu sehen, von denen zwei
Holzskulpturen aus dem 15. Jahrhundert mit der Darstellung der Madonna
mit Kind und dem Heiligen Bartholomeus eine Besichtigung wert sind. |
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PIETRABUONA
Il castello, comune autonomo sino al 1775, domina la valle del fiume
Pescia le cui sponde sono caratterizzate delle numerose cartiere un
tempo vanto della florida manifattura pesciatina ed oggi imponenti
vestigia di un illustre passato industriale. Delle antiche strutture
castellane sopravvivono ben riconoscibili i resti delle fortificazioni
medioevali mentre il paese basso ospita il "Centro di
Documentazione sulla Lavorazione della Carta" il cui notevole
interesse risiede nell'attività di divulgazione degli antichi sistemi
di produzione cartaria. |
PIETRABUONA
Die Burg, seit 1775 autonome Gemeinde, beherrscht das Tal des
Flusses Pescia, an dessen Ufern die zahlreichen Papierfabriken zu sehen
sind, die einst der Ruhm der blühenden Manufaktur von Pescia waren und
heute mächtige Überreste einer bedeutenden industriellen Vergangenheit
sind. Von den antiken Burgstrukturen sind die Reste der
mittelalterlichen Befestigung noch deutlich zu erkennen. Im Dorf
befindet sich das Dokamentationszentrum zur Papierbearbeitung, dessen
Hauptinteresse in der Verbreitung der antiken Systeme der
Papierproduktion liegt. |
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MEDICINA
Il castello, del quale dal 988 è nota l'antica pieve dedicata ai santi
Sisto e Martino, corona l'alta collina boscosa alla coi sommità si
distende, compatto, l'abitato.
I pochi resti della cinta muraria e l'antica porta castellana sono
testimoni di un passato di fiere contese che videro opporsi le città di
Lucca e di Firenze.
Medicina ospitò la notte del 31 luglio del 1530 Francesco Ferrucci,
poche ore prima che il condottiero affrontasse la decisiva battaglia di
Gavinana. Sull'abitato di impianto vagamente ellittico, svetta il
campanile della Chiesa dei Ss. Martino e Sisto, un tempo antica torre di
guardia.
La chiesa, costruita nel XV secolo ampliando il preesistente oratorio di
S. Rocco, sostituì l'antica pieve della quale conservò il titolo.
Molto rimaneggiata conserva poco del suo primitivo aspetto e custodisce
nel semplice interno significative opere d'arte tra le quali meritano un
cenno il cinquecentesco fonte battesimale e la quattrocentesca scultura
lignea raffigurante la Madonna con il bambino. |
MEDICINA
Die Burg, deren antike Pfarrkirche der Heiligen Sixtus und Martin seit
988 bekannt ist, krönt den hohen, bewaldeten Hügel, an dessen Hängen
sich die Ortschaft drängt. Die wenigen Reste der Stadtmauer und das
Burgtor zeugen von einer stolzen Vergangenheit der Streitereien, bei
denen sich die Städte Lucca und Florenz gegenüberstanden. In der Nacht
des 31. Juli 1530 beherbergte Medicina den Heerführer Francesco
Ferrucci, wenige Stunden bevor er in die entscheidende Schlacht von
Gavinana trat. Über dem leicht ellipsenförmigen Ort erhebt sich der
Turm der Kirche Santi Martino e Sisto, einst ein antiker Wachturm. Die
im 15. Jahrhundert durch Erweiterung des zuvor existierenden Oratoriums
S. Rocco entstandene Kirche ersetzte die antike Pfarrkirche, deren Namen
sie beibehielt. Nach zahlreichen Umbauten ist wenig von dem
ursprünglichen Aussehen erhalten geblieben. Im einfachen Inneren
befinden sich bedeutende Kunstwerke, von denen ein Taufbecken aus dem
16. Jahrhundert sowie eine Holzskulptur der Madonna mit Kind aus dem 15.
Jahrhundert erwähnenswert sind. |
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FIBBIALLA
L'antico castello, documentato sin dal X secolo, sorge in
posizione panoramica sulla valle del Pescia sulle cui pendici si
alternano fitti boschi di castagno e floridi vigneti. L'entrata al
castello, le cui antiche fortificazioni sono andate distrutte, è
segnata dalla chiesa di S. Michele, edificio attorno al quale si
articola l'abitato. L'interno ad una sola navata custodisce alcune tele
sei-settecentesche di un certo interesse ed una scultura quattrocentesca
raffigurante la Vergine Annunziata.

L'altare
maggiore in marmo colorato risale al 1783 ed è coevo ai lavori di
restauro che interessarono la chiesa alla fine del XVIII secolo quando,
tra l'altro, venne rinnovato il pavimento. |
FIBBIALLA
Die antike Burg, seit dem 10. Jahrhundert urkundlich belegt,
erhebt sich in einer panoramischen Lage über dem Pescia-Tal, an dessen
Hängen sich dichte Kastanienwälder und üppige Weinberge abwechseln.
Der Eingang der Burg, deren antike Befestigungsanlage zerstört wurde,
ist durch die Kische S. Michele gekennzeichnet, um die sich die
Ortschaft von Fibbialla herum gebildet hat. Im einschiffigen Inneren
sind einige Gemälde aus dem 17./18. Jahrhundert von gewissem Interesse,
sowie eine Skulptur der Heiligen Jungfrau aus dem 15. Jahrhundert zu
sehen. Der Hauptaltar aus buntem Marmor stammt aus dem Jahr 1783, der
gleichen Zeit wie die Restaurationsarbeiten, die an der Kirche Ende des
18. Jahrhundert durchgeführt wurden, bei der unter anderem die
Erneuerung des Bodens erfolgte. |
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ARAMO
Il castello, tra i più piccoli ed antichi della Svizzera
Pesciatina, sorge su di un picco a strapiombo sulla sottostante val di
Torbola. Più volte teatro delle aspre contese che vedevano su avversi
fronti le città di Lucca e di Firenze, nel 1383 fu saccheggiato e in
gran parte distrutto. Ai margini del borgo sorge l'Oratorio della
Natività di Maria al cui interno sull'altare maggiore in legno dipinto
è custodito un affresco quattro-cinquecentesco raffigurante la Madonna
in Trono tra i santi Rocco e Sebastiano. Al culmine dell'abitato, che si
inerpica in un intrico di stradelle e scalette sul fianco della collina,
sorge la chiesa di S. Frediano. Ad una sola navata con il fronte
intonacato, custodisce all'interno arredi sacri di un certo pregio, per
lo più dei secoli XVI e XVII, mentre l'altare maggiore, in muratura e
stucco marmorizzato, è del 1826. |
ARAMO
Diese Burg, die kleinste und älteste der Schweiz von Pescia,
liegt auf dem Gipfel über dem darunterliegenden Torbola-Tal.
Mehrmaliger Schauplatz der scharfen Kämpfe zwischen den Städten Lucca
und Florenz, wurde sie 1383 geplündert und zum großen Teil zerstört.
Am Rand des Ortes steht das Oratorium der Geburt Mariens, in dem sich
ein Hauptaltar aus bemaltem Holz befindet, an dem ein Fresko aus .dem
15./16. Jahrhundert mit der thronenden Madonna zwischen den Heiligen
Rochus und Sebastian zu sehen ist. Am höchsten Punkt des Ortes, dessen
Sträßchen und Treppen sich den Hang hinaufschängeln, liegt die Kirche
S. Frediano. In der einschiffigen Kirche mit verputzter Stirnseite
werden recht kostbare Kirchengeräte größtenteils aus dem 16. und 17.
Jahrhundert aufbewahrt, während der gemauerte, mit marmorisiertem Stuck
versehene Hauptaltar aus dem Jahr 1826 stammt. |
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SAN QUIRICO *
è posto in una valle detta Valleriana e l'origine di
tale nome è ancora oggi sconosciuta. Alcuni pensano ad "una valle
di Ariani" che occupavano i territori, altri pensano ai molti rii
che solcano la valle e da qui il nome. Però studi più recenti e molto
attendibili si rifanno ad un fundus romano, chiamato "fundus
arianus", denominato nel medioevo castrum. A San Quirico esiste un
toponimo "Castrognano" che forse risolve molti dubbi: ecco la
sede dell'antico accampamento romano e quindi il primo nucleo abitato
del paese (tesi avvalorata anche da alcune pietre stradali dell'epoca
ancora presenti in loco e dai ritrovamenti di reperti di ceramica nera
databili al I° secolo A.C.).
Ma le prime notizie sicure del paese come nucleo di una certa
consistenza si hanno solo nel 980, quando il Vescovo di Lucca Gherardo
I° allivella i beni della "Ecclesia S. Quirici de Arriano".
Nel 1304 il paese cadde in disgrazia a causa di pestilenze e carestie,
arrivando a sommare non più di 20 abitanti; i Savi di Lucca emanarono
un decreto con il quale esonerarono per dieci anni dalle pene, tutti
coloro che avessero deciso di ripopolare il castello. E così avvenne.
Nello statuto lucchese del 1308 si legge già menzionato il Podestà di
S. Quirico e con il trattato di Venezia del 1388, San Quirico passò
sotto la giurisdizione di Lucca, mentre altri paesi della sopraccitata
valle, Castelvecchio, Vellano e Sorana restarono a Firenze.
Però la storia di San Quirico è un pò "tutta sua", fatta
essenzialmente dei contrasti sempre astiosi con il vicino castello di
Castelvecchio.
Il paese è stato anche teatro di un feroce episodio di guerra
nell'agosto del 1944. Quando per ritorsione all'uccisione di due soldati
tedeschi avvenuta il 17 agosto da parte di loro commilitoni disertori,
il giorno 19 venti uomini furono brutalmente uccisi e la maggior parte
delle case del paese incendiate. La ricostruzione del paese è stata
lenta e difficoltosa ma oggi ha ripreso la sua struttura di castello
medioevale, perché la perimetria urbana non è mai stata sfalsata,
grazie all'accortezza dei suoi abitanti che non hanno mai ripudiato il
loro passato di glorioso castello della repubblica lucchese.
Occorre altresì ricordare i fonditori di campane di San Quirico che
erano rinomati in tutta la penisola e la loro arte risaliva al medioevo. |
SAN
QUIRICO *
Der Name San Quirico, dessen Herkunft bis heute unbekannt ist,
liegt im sogenannten Tal Valleriana. Einige denken an "ein Tal von
Ariern", die das Gebiet besetzten, andere meinen der Name stamme
von den vielen Bächen, die das Tal durchfurchten ab. Aber neuste, sehr
zuversichtliche Nachforschungen deuten auf einen romanischen Fund hin,
"fundus arianus", im Mittelalter als Schloss benannt. In San
Quirico gibt es einen Ortsteil "Castrognanano" der vielleicht
viele Zweifel beseitigen kann, denn dort befand sich der Sitz des
antiken romanischen Lagers und somit der ersten bewohnten Siedlung des
Ortes( eine These, die verstärkt wird durch Teile des
Kopfsteinpflasters aus dieser Zeit, welche heute noch im Ort bestehen
und durch die Entdeckung von Fundstücken schwarzer Keramik aus dem
1.Jahrh. v.Chr.). Aber erst um 980 gibt es die ersten sicheren
Überlieferungen, dass es sich um eine Siedlung einer bestimmten
Konsistenz handelte, als der Bischof von Lucca Gherardo I die Güter der
"Kirche S.Quirici de Arriano" verpachtete. Vom Unglück
überschattet, auf Grund von Pest und Hungersnot kann der Ort im Jahre
1304 nur noch 20 Einwohner zählen; die Savi von Lucca erließen eine
Verordnung nach welcher, alle diejenigen, die sich entscheiden würden
das Schloss erneut zu bevölkern, für zehn Jahre von Strafen befreit zu
sein. Und so geschah es! In der Verfassung von Lucca 1308 kann man
nachlesen, dass schon ein Stadtvogt von S.Quirico erwähnt wird und mit
den Verträgen von Venedig im Jahr 1388 geriet S.Quirico unter die
Gerichtsbarkeit von Lucca, während die anderen Orte, des oben genannten
Tals, Castelvecchio, Vellano und Sorana Florenz zugehörig bleiben. Die
Geschichte von S.Quirico ist ein bischen "seine Eigene",
hauptsächlich von Kontrasten geprägt immer missgünstig mit dem
naheliegenden Castelvecchio. Das Dorf wurde außerdem Schauplatz einer
grausamen Kriegskampfhandlung im August 1944. Zur Retorsion an der
Ermordung zweier deutscher Soldaten von Seiten ihrer Kameraden
Überläufer, wurden am 19.August zwanzig Männer brutal umgebracht und
der größte Teil der Häuser in Brand gesteckt. Der Wideraufbau des
Ortes war schwierig und schleppend, aber heute hat er die Struktur eines
mittelalterlichen Schlosses widergewonnen, da die Planimetrie der
Urbanistik niemals verfälscht wurde, danke der Umsicht seiner Einwohner,
die ihre Vergangenheit des glorreichen Schlosses der Republik Lucca nie
verleugnet haben. Ferner ist es notwendig an die Gießer der Glocken von
S.Quirico zu erinnern, die in der gesamten Halbinsel berühmt waren und
deren Kunst, die auf das Mittelalter zurück geht. |
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STIAPPA
L'antico castello, adagiato sulle pendici del monte Battifolle,
ha segnato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e il
ducato di Lucca. L'intatta struttura urbanistica, con le grigie case che
si addossano l'una all'altra sino alla chiesa di S. Maria Assunta, che
sorge in posizione elevata, ne denuncia l'origine medievale. La chiesa
della quale è ben riconoscibile l'impianto romanico, custodisce
all'interno una tela della metà del XVII secolo con l'Assunzione di
Maria e un bel coro ottocentesco. |
STIAPPA
Die antike Burg an des Hängen des Monte Battifolle stellte für
Jahrhunderte die Grenze zwischen dem Großherzogtum Toskana und dem
Herzogtum von Lucca dar. Die bis heute erhaltene Struktur mit den grauen
Häusern, die dicht aneinandergedrängt bis zur Kirche S. Maria Assunta
in hochgelegener Position stehen, weisen auf den mittelalterlichen
Ursprung hin. In der Kirche, deren romanischer Aufbau noch gut sichtbar
ist, befindet sich eine Leinwand aus der Mitte des 17. Jahrhunderts mit
der Himmelfahrt Mariä sowie ein schöner Chor aus dem 19. Jabrhundert. |
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PONTITO
Il castello, noto sin dal IX secolo come feudo del Vescovo di
Lucca, sorge presso la sorgente del fiume Pescia.

Il
borgo ha conservato integro 1'impianto fortificato al cui interno
l'abitato si articola secondo un particolare andamento piramidale al cui
vertice si erge la Chiesa dei Ss. Andrea e Lucia. Si tratta di una
robusta costruzione in pietra di origine romanica che sebbene nel corso
dei secoli abbia subito numerosi interventi di ristrutturazione,
conserva notevoli tracce della sua antica origine. L'interno, spartito
da tre navate, custodisce arredi sacri di notevole interesse. Meritano
una particolare attenzione il quattrocentesco fonte battesimale in marmo
scolpito e l'altare maggiore, la cui struttura in marmo policromo
contrasta piacevolmente con l'essenzialità della pietra del paramento
murario. |
PONTITO
Diese Burg, seit dem 9. Jahrhundert als Lehen des Bischofs von Lucca
bekannt, liegt an der Quelle des Flusses Pescia. Der Ort hat
vollständig seine Befestigungsanlage bewahrt und erstreckt sich in
einer besonderen Pyramidenform, an deren Spitze sich die Kirche Santi
Andrea e Lucia erhebt. Hierbei handelt es sich um eine robuste
Steinkonstruktion romanischen Ursprungs, die trotz der zahlreichen
Restrukturierungsarbeiten im Lauf der Jahrhunderte bemerkenswerte Spuren
ihrer antiken Herkunft aufweist. Im dreischiffigen Inneren befinden sich
interessante Kirchengeräte. Besondere Aufmerksamkeit verdienen ein
behauenes Marmor-Taufbecken aus dem 15. Jahrhundert und der Hauptaltar,
dessen vielfarbige Marmorstruktur einen angenehmen Kontrast zur
Schlichtheit der Wandfläche aus Stein bildet.

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CASTELVECCHIO
Borgo di origine medioevale, conserva della sua primitiva struttura
l'intrico delle suggestive vie castellane che si inerpicano sino alla
Chiesa di S. Giovanni Battista, che all'interno conserva alcuni arredi
provenienti dalla pieve suburbana di S. Tommaso, il più significativo
edificio romanico della Valdinievole. Quest'ultima documentata sin dal
IX secolo ha oggi l'aspetto conferitole nel secolo XII quando venne
ristrutturata e lo spazio interno fu organizzato secondo lo schema
basilicale con tre navate absidate. L'imponente facciata, alterata dai
moderni interventi immette nella vasta aula centrale, in fondo alla
quale si apre la cripta coperta da volte a crocera. La torre campanaria
situata sul retro dell'edificio, se ne discosta ed è aperta da un solo
ordine di bifore. |
CASTELVECCHIO
Dieser Ort mit mittelalterlichen Ursprüngen weist von seiner
ursprünglichen Struktur das Gewirr der malerischen Burgstraßen auf,
die bis zur Kirche S. Giovanni Battista hinaufführen, in derem Inneren
sich einige Geräte aus der Pfarrkirche S . Tommaso befinden, dem
bedeutendsten romanischen Bau des Nievole-Tals. Das Aussehen dieser seit
dem 9. Jahrhundert belegten Kirche stammt von den Umstrukturierungen im
12. Jahrhundert, als der Innenraum, gemäß dem Schema der Basiliken, in
drei Schiffe mit Apsiden gegliedert wurde. Die mächtige Fassade, durch
moderne Eingriffe verändert, zeigt auf das weite Mittelschiff, an
dessen Ende sich eine Krypta mit Kreuzgewölbe befindet. Der Glockenturm
steht auf der Rückseite in geringem Abstand zum Gebäude und ist nur
von einer Reihe Zwillingsfenstern geöffnet. |
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SORANA
Antico borgo adagiato sulle pendici del monte Petritulo prende il nome
dalla rocca, della quale rimangono oggi soltanto alcuni resti, un tempo
detta sovrana per la sua posizione a dominio della vallata.
La particolare pianta ellittica del borgo culmina nella piazza sulla
quale prospetta la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo. La facciata,
in pietra, si orna, sulla lunetta del portale, di un affresco
quattrocentesco dedicato ai due santi patroni mentre l'interno, ad una
sola navata, custodisce qualche arredo sacro di pregio. Celebre per la
produzione di un particolare tipo di
fagioli dal gusto delicato, Sorana
è oggi meta di buongustai a caccia di prelibatezze. |
SORANA
Der Name dieses alten Ortes an den Hängen des Monte Petritulo stammt
von der Festung, von der heute nur noch wenige Reste erhalten sind und
die ihrer das Tal beherrchenden Lage. wegen "Sorana" (=
Herrscher, erhaben) genannt wurde. Der besondere, ellipsenförmige
Aufbau des Ortes gipfelt in dem Platz, auf den die Kirche der Heiligen
Petrus und Paulus zeigt. Die Steinfassade ist in der Lünette des
Portals mit einem Fresko des 15. Jahrhunderts der beiden Schutzheiligen
geschmückt, während im einschiffigen Inneren einige kostbare
Kirchengeräte aufbewahrt werden. Sorana ist für eine besondere Bohne
mit zartem Geschmack bekannt und daher heute Ziel der Feinschmecker auf
der Suche nach Köstlichkeiten. |
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VELLANO
Capoluogo della Svizzera pesciatina e rinomata località di
villeggiatura Vellano sorge in posizione panoramica sulla valle del
fiume Pescia. Noto per la sua pieve già dal X secolo fu oggetto durante
il medioevo di aspri scontri dei quali il più grave, accaduto nel 1281,
portò alla distruzione del sistema fortificato del castello. In quel
l'occasione si affrontarono i lucchesi di parte guelfa e i ghibellini di
Pescia ai quali Vellano aveva offerto ospitalità. Un tempo feudo della
famiglia Garzoni nel 1366 Coluccio Salutati vi redasse quegli statuti
che per lungo tempo ne hanno sancito l'autonomia. L'antica pieve dei Ss.
Sisto e Martino un tempo annessa ad una antichissima abbazia
benedettina, sorge fuori dalle mura castellane e mostra oggi i caratteri
del restauro operato negli anni settanta del Settecento. L'interno
custodisce opere d'arte di pregio tra le quali meritano un cenno le due
sculture in legno raffiguranti i santi Ansano e Martino di scuola
lucchese del quattrocento e il bel crocefisso trecentesco della
sacrestia. |
VELLANO
Vellano, der bedeutendste Ort der Schweiz von Pescia und bekannter
Ferienort, liegt in einer reizenden Lage über dem Pescia-Tal. Durch
ihre Pfarrkirche bereits ab dem 10. Jahrhundert bekannt, war die Burg
Gegenstand bitterer Kämpfe, wobei das Befestigungssystem 1281 zerstört
wurde. Damals standen sich die Luccheser der welfischen Seite und die
Gibellinen von Pescia gegenüber, denen Vellano seine Gastfreundschaft
angeboten hatte. Einst ein Lehen der Familie Garzoni, verfaßte Coluccio
Salutati im Jahr 1366 die Statuten, die lange Zeit die Autonomie des
Ortes regelten. Die antike Pfarrkirche SS. Sisto e Martino, die in
früheren Zeiten zu einer sehr alten Benediktiner-Abtei gehörte, steht
außerhalb der Burgmauern und weist heute die Charakteristiken der
Restaurierung aus den siebziger Jahren des 18. Jahrhunderts auf. Im
Inneren sind wertvolle Kunstwerke aufbewahrt, von denen hier nur zwei
Holzskulpturen der Heiligen Ansano und Martin aus Luccheser Schule des
15. Jahrhunderts sowie das schöne Kreuz in der Sakristei aus dem 14.
Jahrhundert erwähnt seien. |
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Convento
di Colleviti
L'importante convento francescano fu fondato nel 1496 e conserva ancora
oggi l'aspetto rinascimentale che si riconosce in particolare nelle
armoniose strutture del chiostro. La chiesa, dedicata a San Ludovico,
custodisce alcune opere d'arte di un certo pregio tra le quali la bella
Pietà del pittore fiorentino Santi Di Tito. |
Kloster
von Colleviti
Das bedeutende Franziskaner-Kloster wurde 1496 gegründet und hat bis
heute das Aussehen aus der Renaissance bewahrt, das besonders in den
harmonievollen Strukturen des Kreuzgangs zu erkennen ist. In der Kirche,
die San Ludovico gewidmet ist, befinden sich emige Kunstwerke von einer
gewissen Bedeutung, darunter die schöne Pietà des Florentiner Malers
Santi di Tito. |
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Villa
Garzoni
La villa, costruita tra il 1633 ed il 1652 dove sorgeva il castello dei
Garzoni, è un possente edificio le cui stanze si distinguono per i
differenti colori delle tappezzerie. Meritano una particolare menzione
la Camera Rossa dove forse alloggiò Napoleone Bonaparte e la grande
cucina dove lavorarono i nonni di Carlo Lorenzini e dove egli stesso
trascorse gran parte della sua infanzia. Il parco, realizzato ai tempi
della costruzione della villa e successivamente arricchito di statue e
giochi d'acqua riveste un grandissimo interesse. Dall'ingresso due
splendide salite a doppia rampa introducono ai terrazzamenti superiori
dove una lunga cascata si conclude con la statua della Fama che soffia
in una conchiglia dalla quale scaturisce un altissimo getto d'acqua.
Curiosità di vario genere animano i percorsi laterali; rivestono un
particolare interesse sia il Teatrino che il Labirinto, uno dei pochi
tra quelli di età barocca giunto sino a noi. I Bagni; normalmente
divisi secondo il sesso dei bagnanti, erano dotati di un ambiente comune
allietato dalla presenza dei musici i quali erano disposti in modo da
non poter vedere cosa vi accadeva.
Il
Parco di Pinocchio
Sin dal 1951, settantesimo anniversario della prima uscita de "Le
Avventure di Pinocchio", il celebre capolavoro di Carlo Lorenzini,
Rolando Azillotti, docente universitario e sindaco di Pescia, pensò di
onorare Pinocchio con un monumento. Nominò quindi un apposito Comitato
che bandì il Concorso nazionale per un Monumento a Pinocchio al quale
parteciparono ben ottantaquattro artisti. La giuria del concorso, della
quale fecero parte insigni rappresentanti della cultura italiana,
assegnò il primo premio ex-ecquo allo scultore Emilio Greco per il
gruppo in bronzo Pinocchio e la Fata e allo scultore Venturino Venturi
con gli architetti Baldi e De Luigi per la Piazzetta dei mosaici.
Inaugurata nel 1956 questa prima parte del parco, nel 1963 venne
eseguita l'Osteria del Gambero Rosso secondo il progetto dell'architetto
pistoiese Giovanni Michelucci. Nel 1972 il giardino venne ampliato con
il Paese dei Balocchi che, su progetto degli architetti Pietro Porcinai
e Marco Zanuso, ospita le ventuno sculture in acciaio e bronzo di Pietro
Consagra. Nel frattempo è stata istituita la Fondazione
Nazionale Carlo Collodi, prestigiosa istituzione culturale che,
sebbene esplichi la sua attività prevalentemente nei settori pedagogico
e letterario, gestisce e amministra il parco e, nell'ambito più
propriamente progettuale, ha realizzato presso la propria sede;
l'ottocentesca villa Arcangeli, la Biblioteca Collodiana e il Centro di
Studi sulla Lettura e Letteratura giovanile. Nel 1986 è stato
inaugurato il Laboratorio delle Parole e delle Figure dove si tengono
mostre d'arte il cui soggetto è Pinocchio e periodiche manifestazioni
dedicate all'illustrazione dei libri per l'infanzia. L'edificio accoglie
laboratori di lettura, d'arte e di teatro. Il Parco di Pinocchio è oggi
un complesso di grande interesse sia per le opere d'arte che in varia
maniera illustrano ed interpretano la celebre fiaba sia perché è un
frequentato ed attivissimo centro di cultura.

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Villa
Garzoni
Die zwischen 1633 und 1652 anstelle der Burg der Garzoni erbaute Villa
ist ein mächtiges Gebäude, deren Zimmer sich durch die
verschiedenfarbigen Tapeten unterscheiden. Hier seien nur das Rote
Zimmer, wo vielleicht Napoleon Bonaparte übernachtete, und die große
Küche erwähnt, in der die Großeltern von Carlo Lorenzini arbeiteten,
und in der er selbst einen Teil seiner Kindheit verbrachte. Äußerst
interessant ist auch der Park, der beim Bau der Villa angelegt und
später mit Statuen und Wasserspielen bereichert wurde. Vom Eingang
führen zwei herrliche Treppen hinauf zu den oberen Terrassen, wo ein
langer Wasserfall zur Statue der Berühmtheit gelangt, die in eine
Muschel bläst, aus der ein hoher Wasserstrahl herauskommt.
Verschiedenartige Kuriositäten beleben die Wege seitlich des Hauptweges,
darunter ein Theater und ein Labyrinth, eines der wenigen, das aus der
Barockzeit bis heute erhalten geblieben ist. Die Bäder, üblicherweise
nach Geschlecht der Badenden unterteilt, verfügten über einen
gemeinsamen Bereich, in dem Musiker spielten, die so verteilt waren,
daß sie nicht sehen konnten, was vor sich ging.
Der
Pinocchio-Park
Im Jahr 1951, dem siebzigjährigen Jubiläum der ersten
Veröffentlichung der Abenteuer Pinocchios, dem berühmten Meisterwerk
von Carlo Lorenzini, dachte Rolando Anzilotti, Universitätsdozent und
Bürgermeister von Pescia, daran, Pinocchio mit einem Monument zu ehren.
Deshalb ernannte er einen Ausschuß, der einen Nationalen Wettbewerb
für ein Pinocchio-Denkmal ausschrieb, an dem vierundachtzig Künstler
teilnahmen. Die Jury des Wettbewerbs, die aus bekannten Vertretern der
italienischen Kultur zusammengesetzt war, verlieh den ersten Preis
ex-aequo an den Bildhauer Emilio Greco für die Bronzegruppe Pinocchio
und die Fee und an den Bildhauer Venturino Venturi gemeinsam mit den
Architekten Baldi und De Luigi für den Mosaik-Platz. Dieser erste Teil
des Parkes wurde 1956 eingeweiht, während 1963 die Osteria del Gambero
Rosso nach einem Entwurf des Pistoieser Architekten Giovanni Michelucci
erbaut wurde. 1972 wurde der Garten um das Spielzeugland erweitert, in
dem, nach einem Entwurf der Architekten Pietro Porcinai und Marco Zanuso,
die einundzwanzig Stahl und Bronzeskulpturen von Pietro Consagra
ausgestellt sind. In der Zwischenzeit ist die Nationale Stiftung
Carlo Collodi gegündet worden, eine prestigevolle kulturelle
Einrichtung, die, obwohl sie hauptsächlich im pädagogischen und
literarischen Bereich tätig ist, den Park leitet und verwaltet und im
Rahmen eines Projekts in ihrem Sitz in der Villa Arcangeli aus dem 19.
Jahrhundert die Collodi-Bibliothek und ein Studienzentrum für
Jugendlektüre und -literatur eingerichtet hat. 1986 wurde das Wörter-
und Figurenlabor eingeweiht, in dem Kunstausstellungen zum Thema
Pinocchio und regelmäßige Veranstaltungen zur Illustration von
Kinderbüchern stattfinden. In dem Gebäude befinden sich Lese , Kunst-
und Theaterlabors. Heutzutage ist der Pinocchio Park sowohl wegen der
Kunstwerke, die auf verschiedene Weise das berühmte Märchen darstellen
und interpretieren äußerst interessant, als auch weil er zu einem
aktiven und gut besuchten Kulturzentrum geworden ist. |
Svizzera Pesciatina
Fu Giancarlo Sismondi, storico ed economista ginevrino, che nominò
Svizzera Pesciatina, in memoria della sua patria, le colline ed i borghi
che si estendono a nord di Pescia. Gli intatti valori ambientali ed i
dieci castelli, tutti di lontana origine medioevale, rendono queste alte
colline un ambiente di straordinario interesse culturale, che, ignoto al
turismo di massa, restituisce al visitatore attento il fascino di epoche
lontane. |
Schweiz
von Pescia
Der Genfer Geschichts-und Wirschaftswissenschaftler Gaincarlo Sismondi
nannte die Hügel und Orte nördlich von Pescia, in Erinnerung an seine
Heimat, Svizzera Pesciatina. Durch die unberührte Umgebung und die zehn
mittelalterlichen Burgen gewinnen diese hohen Hügel ein außerordentliches
kulturelles Interesse und, vom Massentourismus verschont, vermitteln dem
aufmerksamen Besucher den Zauber vergangener Zeiten. |
|
- Museo e
Biblioteca Carlo Magnani
- Gipsoteca
Libero Andreotti
- Museo di
Scienze Naturali e Archeologia della Valdinievole
- Biennale del
Fiore (ogni due anni a settembre)
- Parco di
Pinocchio (Collodi)
|
- Museen und
Bibliotek Carlo Magnani
- Gipsoteca
Libero Andreotti
- Museum für
Naturwissenschaften und Archeologie von Valdinievole
- Blumenmesse
(Alle Zwei Jahre im September)
- Park von
Pinocchio (Collodi)
|
| Gemellaggi o
Patti di Amicizia e Solidarietà: |
BOU CRAA (Repubblica Araba Saharawi Democratica) |
| Partnerstadt
Freundschafts Vertrag Solidarität: |
LAKOTA (Nazione Indiana Lakota di Rosebud) |
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