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C'era
una volta un’area geografica conosciuta col nome di Valdinievole. Gli
antichi Romani la chiamavano Vallis Nebulae e la descrivevano come un
territorio, in parte pianeggiante in parte montuoso, solcato da ruscelli
deliziosi che, scivolando lungo i fianchi selvosi delle colline
circostanti, andavano a perdersi svelti e silenziosi fra i platani, le
canne ed i ranocchi di un esteso acquitrino, spesso avvolto dalla nebbia,
chiamato Padule di Fucecchio.
Secondo un passo della Genesi,
riportato nei rotoli del Mar Morto, la creazione del mondo sarebbe
avvenuta non tutta insieme, come si è sempre creduto, ma un po' alla
volta; e sarebbe iniziata (è incredibile!) proprio dalla Valdinievole.
Infatti, in uno di questi rotoli si legge: "Molto prima che il mondo fosse
creato nella sua interezza, Dio volle sperimentare la bontà del suo
progetto, cominciando a creare il primo modulo del mondo in cui viviamo.
Egli, un giorno in cui si sentiva particolarmente ispirato, additando con
l'indice della mano sinistra un punto dell'universo, disse: "Sia fatta la
Valdinievole! E la Valdinievole fu." E' così che nacque la prima "fetta"
di mondo, costituita dal padule e dalle colline che ne costituivano al
tempo stesso il coronamento e la fonte di ricchezza.
All'alba
del giorno dopo Dio, accorgendosi che la Valle risultava troppo brulla e
desolata, ordinò: "Le acque si riempiano di pesci e gli uccelli volino nel
cielo. Così il padule si riempì di pesci grandi e piccoli che guizzavano
nell'acqua, e il cielo di uccelli dai colori sgargianti che si inseguivano
veloci e festanti nell’aria". L'indomani, dopo essersi riposato, Dio volle
che la pianura e le colline circostanti non solo fossero ricoperte di
vegetazione, ma che si popolassero anche di tutte le specie di animali che
noi conosciamo. Poi, avvedendosi che mancava qualcuno che potesse
apprezzare e utilizzare le ricchezze da Lui create, si chinò, raccolse un
pugno di polvere dal suolo e con essa modellò il primo valnievolino
esistente al mondo. Costui, appena si alzò da terra, guardandosi attorno
esclamò: "Oh, che ci fo' qui solo in questa valle!?" Era nato il primo
brontolone. Dio lo sentì e, da "Persona" intelligente qual è, capì subito
di che cosa aveva bisogno. Così, mentre egli dormiva, gli tolse una
costola e con essa fece una donna che vivesse con lui. Era nata
Ni-Eva-lina.la prima martire della storia. Con quest'ultimo atto di
creazione la Valdinievole era finita. Dio, poi, vedendo che tutto era
ordinato, bello e perfetto, decise di completare la sua opera e così, a
questa sua prima creazione, aggiunse le parti del mondo che ancora
mancavano. Il pianeta Terra era finalmente completo.
Questo è
quanto si sa circa le origini bibliche e mitologiche della nostra Valle.
La storia, invece, nella sua fredda e scarna essenzialità, ci fornisce
altre notizie, e ci informa che il posto in cui viviamo, in virtù della
sua bellezza e collocazione geografica, fu ambito da molte popolazioni,
venute anche da lontano. Esso, infatti, divenne territorio di conquista
non solo degli etruschi e dei romani, che aspiravano al possesso delle sue
risorse, ma, in epoca più tarda, anche dei fiorentini, dei pisani e dei lucchesi che si affrontarono più volte nella sua piana e sui suoi colli
per contendersi il territorio a colpi di spada e di alabarda.
In un
documento del tardo Medioevo, ritrovato proprio in questi giorni in un
anfratto delle sue colline, un cronista del posto, un certo Egisto
Sigismondo da Buggiano, così ci parla degli abitanti della Valdinievole:
"Le genti che ivi menavano la loro vita, sapeano utilizzare sapientemente
tutte le risorse che domineddio aveva elargito a esto loco; et elli
sapeano di caccia, di pesca, di agricoltura et sapeano maneggiare la
copiosa paglia de la valle ne la fatturatione di panche, cestelli et
cappelli che niun pisano, lucchese et fiorentino facea mancare in la su la
propria casa e in su la propria testa. In niuna de le sontuose magioni de
la tosca terra mancava un arredo, una suppellettile, un ricamo che non
fussono
stati fatti da le mani d'oro de le femine assai semplici, virtuose
et belle, tanto che Michelangiolo et Botticelli erano adusi prendere
ispirazione quivi per dipingere angeli et madonne". Come sappiamo, Dante
Alighieri, che non era di questa valle, transitandovi con Uguccione della Faggiula, signore di Pisa e di Lucca, ebbe ad esclamare: "Dopo l'inferno
di Florentia, ecco il paradiso che io vo' cercando" E mentre si dissetava
alla purissima sorgente che sgorga sotto i colli di Buggiano, cominciò a
scrivere i noti versi: "O cara, o dolce fonte in sotto il monte//che di
verzura e fior se' adornata,//fa' lo mio intelletto, in su la
fronte,//cantar d'amore per la mia donna amata".
Nei
secoli che seguirono, la storia della Valle fu tutta un alternarsi di
periodi di guerra e di pace, di sudditanza e di autonomia, di crisi e di
prosperità; tuttavia, in ogni circostanza, mai i valligiani smarrirono la
loro identità né persero la capacità di adeguarsi ai cambiamenti dei
tempi, come è attestato dai ciclopici lavori eseguiti per prosciugare i
suoi acquitrini, dalla costruzione del meraviglioso complesso termale di
Montecatini Terme, dalle prestigiose cartiere della Svizzera Pesciatina,
dalle serre costruite qua e là nella Valle e dalle tante industrie
calzaturiere di Monsummano Terme che tanto lavoro diedero perfino agli
immigrati venuti dal Mezzogiorno d'Italia. Tuttavia, i cambiamenti che
rischiarono di compromettere l'integrità e l'identità dei suoi abitanti
furono quelli che intervennero alla fine del XX secolo allorché
popolazioni straniere, calate dall'Est europeo, dall'Africa, dal
Sud-America e perfino dalla lontanissima Cina, "invasero" questo posto,
occupandone marciapiedi, piazze e mercati che finirono col diventare spazi
commerciali di prodotti taroccati. E il valnievolino, anche questa volta,
diede prova di sapersi adeguare ai cambiamenti del mondo e di saper
fraternizzare con i nuovi stranieri così come secoli prima aveva fatto con
i romani, i francesi, i pisani e i fiorentini che da invasori e padroni
della Valdinievole finirono col diventarne parte costitutiva ed
integrante.
A questo punto la storia, anzi la
favola della Valdinievole si interrompe e si perde tra le nebbie del
tempo, lasciando a ciascuno di noi la libertà di immaginare quando, dove e
come si siano smarrite le sue tracce.
La
leggenda vuole che il Creatore dell'universo, essendosi accorto che il
pianeta Terra era in pericolo e non più in grado di dare sicura ospitalità
agli abitanti della Valdinievole, abbia ordinato ad una schiera di angeli
di avvolgerla in un immenso lenzuolo bianco e di trasportarla in una
costellazione della nostra galassia (sembra si tratti della Costellazione
del Cigno), per dar vita ad altri mondi simili a quello intorno al quale
Egli aveva creato originariamente la Valdinievole. Adesso I valnievolini
vivrebbero là, felici e contenti di godersi le meraviglie della loro Valle
non più illuminata dagli stanchi raggi del Sole ma da quelli ben più caldi
e luminosi di una stella distante 450 anni luce dal nostro sistema solare.
dante-ali-ghieri
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